Ci sono notti, a Cabras, nelle quali è difficile prendere sonno. Quella che precede la Corsa degli Scalzi è una di queste. Nelle case si preparano i sai bianchi, si attende l’alba, si ripetono gesti imparati dai padri e dai nonni. Prima che il sole sorga un intero paese si mette in cammino. Circa 900 uomini percorreranno a piedi nudi i più di sette chilometri tra Cabras e il villaggio di San Salvatore. Dopo la Messa delle 6, la partenza della Corsa alle 7.30 e l’arrivo previsto intorno alle 8.30. Domenica il rito si ripeterà in senso inverso per il ritorno del Santo a Cabras
«È arrivato il momento più intenso e significativo dei festeggiamenti in onore di San Salvatore, quello in cui l’intera comunità si ritrova unita in un grande e simbolico abbraccio collettivo. È un momento di affidamento e di speranza, nel quale fede, tradizione e appartenenza si intrecciano profondamente. Un gesto di devozione e di sacrificio che si rinnova nel tempo e che, ancora una volta, ci vede insieme, accomunati da un sentimento autentico di fraternità e condivisione. È in questi momenti che la nostra comunità ritrova le proprie radici», dichiara il sindaco di Cabras Andrea Abis.
Sabato 5 settembre Cabras rinnoverà uno dei riti religiosi e identitari più suggestivi e autentici della Sardegna. Dopo circa un’ora di corsa, preghiere e invocazioni, i Corridori raggiungeranno il villaggio e accompagneranno il simulacro all’interno dell’antico santuario. Non si tratta di una rievocazione e neppure di uno spettacolo costruito per chi assiste, ma di una processione, un atto di devozione che da oltre quattro secoli coinvolge l’intera comunità di Cabras e continua a essere trasmesso di generazione in generazione.
La giornata inizierà molto presto. Alle 6.00 sarà celebrata nella chiesa di Santa Maria Assunta la Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Roberto Carboni. Al termine della celebrazione il simulacro lascerà la Pieve e sarà accompagnato verso via Tharros. Alle 7.30 avrà inizio la Corsa vera e propria. L’arrivo degli Scalzi al villaggio di San Salvatore è previsto intorno alle 8.30. Sono circa 900 gli uomini attesi, vestiti con il tradizionale saio bianco stretto in vita da un cordone. Tra loro anche una trentina di giovani under 20 di nuova iscrizione, un dato che racconta la capacità del rito di continuare a vivere attraverso le nuove generazioni.
Ciascun Corridore porta con sé una ragione personale. C’è chi corre per una promessa, chi per una grazia ricevuta, chi per affidare al Santo una preghiera e chi sente il dovere di continuare ciò che hanno fatto prima di lui padri, nonni e bisnonni. La dimensione individuale si fonde così con quella collettiva: centinaia di uomini che corrono insieme, ma ognuno con il proprio pensiero, la propria storia e il proprio rapporto con il Santo.
Dietro l’immagine potente della Corsa esiste un’organizzazione precisa, anch’essa trasmessa nel corso delle generazioni.
Is Curridoris sono suddivisi in 14 gruppi, ciascuno articolato in 14 mudas, formate da tre a cinque corridori. Il numero richiama le quattordici stazioni della Via Crucis. Durante il percorso le mudas si alternano nel trasporto del simulacro e della bandiera secondo un ordine rigoroso.
La sera precedente la Corsa, il venerdì, uno dei momenti più attesi è il sorteggio delle mudas, che stabilisce quali Corridori avranno l’onore e la responsabilità di accompagnare il Santo nelle fasi iniziali e conclusive del percorso.
Una struttura antica che rende ancora più evidente la natura religiosa della manifestazione: la fatica, la corsa e la polvere sono parte di un cammino che per i partecipanti ha innanzitutto il significato di una promessa e di una professione di fede.
Ed è proprio questo equilibrio tra apertura e rispetto a caratterizzare la Corsa. Ogni anno migliaia di persone raggiungono Cabras e San Salvatore per assistere al passaggio degli Scalzi. A chi arriva viene però chiesto di entrare idealmente nel rito con lo stesso rispetto con il quale la comunità lo custodisce: lasciando libero il percorso e consentendo ai Corridori, al simulacro e alla processione di procedere senza ostacoli.
La Corsa degli Scalzi rappresenta il momento più conosciuto della Festa di San Salvatore, ma si inserisce all’interno di un percorso religioso iniziato lo scorso 28 agosto con la processione di Santu Srabadoeddu.
Da allora il villaggio di San Salvatore ospita quotidianamente momenti di preghiera, Rosario, Santa Messa e Via Crucis, insieme agli appuntamenti più legati alla tradizione religiosa del novenario.
Sabato mattina il simulacro del Santissimo Salvatore verrà portato da Cabras al villaggio. Domenica 6 settembre, al tramonto, la Corsa si ripeterà in senso inverso: Is Curridoris accompagneranno nuovamente il Santo lungo su camminu de su Santu fino a Cabras.
Sarà il momento conclusivo della Corsa degli Scalzi, ma non ancora dell’intero ciclo religioso. Lunedì 7 settembre saranno infatti le donne di Cabras a riportare in paese Santu Srabadoeddu, chiudendo simbolicamente il cammino iniziato undici giorni prima.
Accanto al programma religioso, il fine settimana sarà accompagnato anche dagli ultimi appuntamenti dei festeggiamenti civili.
Sabato 5 settembre, dopo la Corsa del mattino, il villaggio di San Salvatore continuerà a vivere per tutta la giornata. In serata spazio alla Sagra del muggine, a uno degli appuntamenti gastronomici più legati alla tradizione locale, e alla presenza dei Boes e Merdules di Ottana, tra le maschere più rappresentative della tradizione sarda.
La musica chiuderà la serata con il concerto dei Cordas et Cannas, formazione storica della scena etnica e musicale isolana.
Il gran finale dei festeggiamenti civili è invece previsto domenica 6 settembre a Cabras.
Dopo il rientro del Santissimo Salvatore e l’arrivo degli Scalzi, la festa si sposterà in piazza Stagno, dove sono previsti lo spettacolo pirotecnico e il concerto di Baby K.
Una giornata nella quale il momento religioso e identitario più intenso della Festa lascerà quindi spazio, nella serata, al grande appuntamento musicale conclusivo.











