Si è svolta oggi, giovedì 30 aprile alle ore 15:30, nella frazione di Sas Murtas, l’inaugurazione dell’ex caseggiato scolastico di via Luigi Ventroni, restituito alla comunità dopo un importante intervento di ristrutturazione e riqualificazione.
L’edificio, per anni in stato di abbandono, torna oggi a nuova vita diventando uno spazio di valore per il territorio: un luogo rinnovato non solo nella struttura, ma anche nella funzione, capace di coniugare memoria e innovazione. Un immobile che ha segnato la storia della comunità locale e che oggi si ripropone come presidio attivo di cittadinanza.
A sottolineare il significato dell’intervento è stato il sindaco di Posada, Salvatore Ruiu, che ha evidenziato come la riapertura rappresenti «la restituzione alla comunità di Sas Murtas di un edificio identitario, sottratto al degrado e riconsegnato ai cittadini come spazio di incontro, dialogo e servizio».
Fin da subito, la struttura ospiterà il nuovo Punto di Facilitazione Digitale, un servizio che si pone l’obiettivo di creare un ponte concreto tra i cittadini della frazione e i servizi comunali e pubblici.
Lo sportello, attivo con cadenza settimanale, accompagnerà i cittadini nell’utilizzo delle tecnologie digitali e nell’accesso ai servizi online, contribuendo a ridurre il divario digitale e a garantire maggiore inclusione.
All’inaugurazione ha partecipato anche l’assessore regionale degli Affari generali, Personale e Innovazione tecnologica, Sebastian Cocco, che nel suo intervento ha evidenziato il valore simbolico e strategico dell’iniziativa. L’ex scuola, ha sottolineato, torna a svolgere la sua funzione originaria di luogo di formazione ed educazione, oggi declinata attraverso il linguaggio del digitale, sempre più centrale nella vita quotidiana dei cittadini.
L’assessore ha ricordato come in Sardegna siano già attivi numerosi Punti di Facilitazione Digitale, inseriti in una rete regionale che punta a coinvolgere decine di migliaia di cittadini. Un investimento importante, che la Regione intende rendere stabile e strutturale nel tempo, rafforzando ulteriormente il servizio e ampliandone la diffusione nei territori.
«La pubblica amministrazione digitale da sola non basta: è necessario accompagnare i cittadini nell’acquisizione delle competenze per utilizzarla, affinché nessuno resti escluso». In questo quadro, esperienze come quella di Sas Murtas rappresentano modelli virtuosi di rigenerazione degli spazi pubblici e di costruzione di servizi di prossimità.
L’iniziativa del comune di Posada si inserisce infatti in una visione più ampia di sviluppo locale, in cui il recupero del patrimonio edilizio pubblico si coniuga con l’attivazione di servizi innovativi, capaci di rispondere ai bisogni concreti delle comunità, soprattutto nelle frazioni e nei contesti più periferici.
Con l’inaugurazione di oggi, Sas Murtas non recupera soltanto un edificio, ma acquisisce un nuovo punto di riferimento: un luogo in cui passato e futuro si incontrano, mettendo al centro le persone, i diritti e le opportunità offerte dalla transizione digitale.










