Meno infortuni mortali, ma ancora oltre 519mila denunce di infortunio nel 2025. È il quadro restituito dalla Relazione Annuale INAIL 2025, che secondo la FSM CISL Sardegna conferma la necessità di rendere la prevenzione un elemento strutturale dell’organizzazione del lavoro, soprattutto nei comparti industriali e metalmeccanici.
Nel 2025 le denunce di infortunio sono state 519.334, lo 0,8% in più rispetto al 2024, mentre le denunce con esito mortale sono scese a 1.189, rispetto alle 1.226 dell’anno precedente.
«La riduzione degli infortuni mortali è un dato importante, ma non può rappresentare un punto di arrivo – sottolinea Marco Angioni, segretario generale della FSM CISL -. Il numero complessivo degli infortuni resta elevato e ci dice che la prevenzione deve diventare parte integrante dell’organizzazione del lavoro, attraverso formazione continua, valutazione dei rischi e coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti.»
Particolarmente significativo è il quadro del manifatturiero, che nel 2025 ha rappresentato il 24% degli infortuni in occasione di lavoro dell’Industria e dei servizi e ha registrato 129 denunce con esito mortale, otto in più rispetto al 2024. Sul fronte delle malattie professionali, le denunce sono state circa 17 mila, pari al 26% di quelle codificate dell’Industria e dei servizi. Tra i comparti maggiormente interessati figura la fabbricazione di prodotti in metallo, con quasi 3mila denunce.
«Per il settore metalmeccanico – afferma Marco Angioni – questi numeri devono rappresentare un elemento di riflessione. La sicurezza non può essere affrontata soltanto dopo l’incidente o quando emerge una patologia. Occorre intervenire prima, attraverso la valutazione dei rischi, la formazione continua, il coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti e una contrattazione capace di incidere concretamente sull’organizzazione del lavoro.»
Inoltre, oltre il 60% dei tumori professionali riconosciuti interessa il settore industria, con un ruolo rilevante di metalmecanica e costruzioni.
«Nel metalmeccanico – continua il segretario – dobbiamo mantenere alta l’attenzione non soltanto sull’infortunio immediato, ma anche sui rischi che producono effetti sulla salute nel medio e lungo periodo. Le malattie professionali e le esposizioni devono essere affrontate con una strategia di prevenzione che tenga insieme sicurezza, salute, ambiente di lavoro, innovazione tecnologica e qualità dell’organizzazione.»
Il quadro assume particolare rilevanza In Sardegna, dove nel 2025, si concentra il 2,3% delle denunce di infortunio in occasione di lavoro e il 2,7% delle denunce con esito mortale a livello nazionale. Nello stesso anno le denunce di infortunio in occasione di lavoro nelle Isole sono cresciute del 3,1% rispetto al 2024.
«La nostra realtà industriale che richiede strumenti di prevenzione costruiti sui rischi concreti dei territori – osserva Marco Angioni -. Penso alle lavorazioni, alle esposizioni professionali, all’organizzazione dei turni e anche alle condizioni climatiche. La prevenzione deve tenere conto di tutti questi fattori.»
In questa direzione, la FSM CISL valuta positivamente gli accordi sottoscritti da FIOM, FSM e UILM con Federmeccanica Sud Sardegna per il polo industriale di Sarroch, dedicati alla sicurezza e alla salute dei lavoratori e alla prevenzione del rischio caldo.
«Sono intese che traducono la cultura della prevenzione in strumenti concreti – conclude Marco Angioni -. La contrattazione deve continuare a essere uno strumento per anticipare i rischi, rafforzare la formazione e rendere protagonisti lavoratori e rappresentanti. La sfida, soprattutto nel metalmeccanico sardo, è fare della prevenzione non un semplice adempimento, ma un elemento permanente della qualità del lavoro.»









