Per questo Sinistra Futura ritiene sbagliato procedere con una riforma che rischia di comprimere il pluralismo e di alterare l’equilibrio della rappresentanza, senza aver costruito un consenso tra le forze politiche. Le leggi elettorali devono garantire che ogni voto abbia il giusto peso e che tutte le sensibilità presenti nel Paese possano trovare spazio nelle istituzioni.
Invece il “Melonellum” trasforma una minoranza nelle urne in una maggioranza sproporzionata in Parlamento. Toglie ai cittadini ogni possibilità di scegliere chi li rappresenta. Mina le prerogative del Capo dello Stato con l’indicazione del premier e, infine, non serve a garantire maggiore stabilità, ma pieni poteri a chi vince.
C’è poi un dato politico che merita attenzione. Già nella prima discussione parlamentare, la maggioranza non è riuscita a garantire la presenza dei propri parlamentari e sono mancati i numeri della destra. Un episodio che evidenzia come, anche all’interno della coalizione di governo, non ci sia quella compattezza che ci si aspetterebbe su una riforma tanto importante.
«Le regole della democrazia appartengono ai cittadini, non ai governi. Per questo una legge elettorale deve nascere dal dialogo e dalla condivisione, non dall’imposizione. È necessario costruire un sistema che garantisca rappresentanza, partecipazione e stabilità, senza sacrificare il pluralismo e senza modificare le regole del gioco per rispondere alle esigenze della maggioranza del momento. Il fatto che già nella prima discussione siano mancati i numeri della destra dimostra quanto questa proposta sia fragile anche dal punto di vista politico. Vogliamo dire ai parlamentari sardi di ogni schieramento di avere il coraggio di ribellarsi a una legge pericolosa per chi rappresenta piccole periferie come la nostra. Staremo al fianco di chi si batterà contro questa proposta di leggere elettorale pericolosa e liberticida», dichiara Luca Pizzuto, capogruppo di Sinistra Futura in Consiglio regionale.
Sinistra Futura continuerà a opporsi a un’impostazione che riteniamo sbagliata e a chiedere una riforma che metta al centro l’interesse generale, la qualità della nostra democrazia e il rispetto della volontà degli elettori.










