Il provvedimento nasce dal lavoro della V Commissione, che ha unificato tre proposte di legge, tra cui la proposta di legge n. 111 a prima firma della consigliera regionale Lara Serra, sostenuta dall’intero gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.
«Il mandorlo non è solo una coltura tradizionale, ma una risorsa agricola, economica e identitaria che può tornare a produrre valore per la Sardegna – dichiara Lara Serra -. Con questa legge vogliamo dare prospettiva a chi coltiva, a chi investe nella trasformazione e a chi lavora ogni giorno per portare sul mercato produzioni che raccontano la nostra terra.»
Cuore operativo della legge sarà un Piano triennale affidato alla Giunta regionale, che dovrà trasformare gli indirizzi del Consiglio in misure concrete per il settore.
La norma prevede una dotazione di 5 milioni e 140mila euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028, destinati al rafforzamento della filiera, con interventi che spaziano dal sostegno produttivo alle attività di ricerca e valorizzazione.
«Parliamo anche ai giovani imprenditori agricoli che vogliono restare in Sardegna e costruire qui il proprio futuro – conclude Lara Serra -. La mandorlicoltura può tornare a essere una leva di sviluppo per territori, imprese e occupazione”»







