Le organizzazioni del Terzo Settore, operanti nel settore sanitario extraospedaliero della Sardegna lanciano un appello alla Regione: servono misure urgenti per garantire la sostenibilità dei servizi di trasporto sanitario e di emergenza-urgenza, a partire dall’adeguamento dei rimborsi legati al crescente costo del carburante.
ANPAS Sardegna, Rete Nazionale Misericordia e solidarietà e AVIS Sardegna hanno trasmesso una richiesta formale alla presidente della Regione e assessora ad interim dell’Igiene e Sanità, Alessandra Todde, alla Presidente della VI Commissione permanente “Salute e politiche sociali” del Consiglio regionale, Carla Fundoni, e, per conoscenza, al Direttore generale di AREUS, Angelo Maria Serusi.
Al centro della richiesta vi è l’attuale sistema di convenzionamento, fondato su valori economici sostanzialmente fermi al 2011, nonostante il rilevante incremento dei costi che le associazioni devono sostenere per assicurare quotidianamente i servizi alla popolazione.
Il carburante rappresenta una delle voci più critiche. Per le ambulanze impegnate nel soccorso e nei trasporti sanitari, soprattutto nei territori periferici e nelle aree caratterizzate da lunghe percorrenze, non si tratta di un costo comprimibile o rinviabile: è una spesa indispensabile per assicurare che ogni mezzo possa raggiungere i cittadini e garantire la continuità del servizio.
«Le ambulanze devono essere rifornite oggi. I servizi devono essere garantiti oggi. I costi che le associazioni stanno sostenendo non possono attendere la conclusione della revisione convenzionale», affermano congiuntamente le organizzazioni firmatarie.
Secondo ANPAS Sardegna, Rete Nazionale Misericordia e solidarietà e AVIS Sardegna, continuare a riconoscere importi calcolati su parametri non aggiornati significa trasferire progressivamente sulle Organizzazioni di Volontariato una quota rilevante del costo del servizio sanitario regionale. Le associazioni hanno finora assorbito gli aumenti ricorrendo a risorse proprie, donazioni e al lavoro dei volontari, ma questo modello non può continuare senza compromettere la tenuta delle attività.
Alla crescita del costo del carburante si sommano, inoltre, gli aumenti relativi alla manutenzione dei mezzi, alle assicurazioni, ai dispositivi e alle attrezzature sanitarie, alla formazione e agli altri oneri necessari per mantenere standard operativi adeguati.
Le organizzazioni chiedono pertanto alla Regione Autonoma della Sardegna, in raccordo con AREUS:
• l’adozione immediata di una misura economica transitoria per riconoscere i maggiori costi documentati del carburante, senza attendere l’approvazione del nuovo testo convenzionale;
• l’introduzione di un sistema periodico e oggettivo di aggiornamento della componente carburante;
• la definizione, nel nuovo quadro convenzionale, di rimborsi coerenti con i costi effettivamente necessari per garantire i servizi e con le specificità operative dei territori;
• la convocazione urgente di un incontro con le organizzazioni firmatarie e AREUS, per individuare modalità operative, coperture economiche e tempi certi dell’intervento.
«Non chiediamo margini di profitto né trattamenti di favore. Chiediamo che venga riconosciuto il costo reale di servizi essenziali per la sicurezza e la salute dei cittadini», proseguono le organizzazioni.
Il timore espresso è che, in assenza di un intervento tempestivo, alcune realtà associative possano non disporre più delle risorse necessarie per garantire il servizio nelle attuali condizioni operative. Le eventuali riduzioni delle attività avrebbero conseguenze dirette sulla copertura territoriale e sulla capacità di risposta dell’intero sistema regionale di soccorso e trasporto sanitario.
«Non vogliamo attendere che una difficoltà economica già evidente diventi un problema di accesso al soccorso. Il volontariato mette a disposizione competenze, tempo e presenza territoriale; non può essere chiamato a finanziare stabilmente, con risorse proprie e donazioni, il divario tra i costi reali e quelli riconosciuti.»
La richiesta è ora quella di un riscontro scritto da parte della Regione, accompagnato da misure concrete e dalla convocazione di un confronto urgente con tutte le parti coinvolte.










