«Il piano del Fabbisogno del Personale 2026 che si prepara ad adottare l’Asl di Cagliari è agghiacciante. Anziché fare passi in avanti, si torna indietro: sono previsti meno Oss, c’è una diminuzione di alcune discipline specialistiche mediche, mentre rimangono fermi i numeri di infermieri e altre professioni sanitarie. E con l’apertura delle nuove Strutture Territoriali si rischi di far collassare il sistema sanità.»
Lo sostengono il segretario generale della Uil Fpl Mimmo Foddis e il segretario regionale Massimo Marceddu, dopo aver esaminato la proposta di rimodulazione sull’organico prevista per il 2026. «In una fase in cui sarebbe necessario far decollare il sistema territoriale con almeno una implementazione del 30% del personale si fanno scelte che non porteranno a migliorare la situazione, anzi.»
Il sindacato ricorda che al momento il personale è insufficiente. «Da tutte le unità operative, sia ospedaliere che territoriali arrivano continue segnalazioni sulla attuale insufficienza e difficoltà degli organici esistenti.»
«Non si fa altro che parlare di processi migliorativi sul personale ma, con questi presupposti la Direzione non sta intervenendo e interpretando i reali bisogni del sistema – sottolineano Mimmo Foddis e Massimo Marceddu -. Il personale delle U.O. è stanco e logorato, sottoposto a carichi e responsabilità enormi e avrebbe sicuramente bisogno di ben altri segnali.»
Il timore della Uil Fpl riguarda anche la creazione delle nuove Strutture Territoriali: «Partirebbero con insufficienza di personale oppure per aprire verrebbero sottratte le risorse al sistema esistente per destinarle al territorio. Questa scelta sarebbe inaccettabile».
La UIL Fpl chiede alla direzione della Asl di Cagliari di «rivedere l’impianto delle dotazioni organiche, implementando consistentemente il personale». Il sindacato sollecita anche la Regione affinché «vigili attentamente sull’evoluzione di quanto avviene nella più grande azienda sanitaria della regione, intervenendo per rilevare quella che ormai è una emergenza e a farne le spese sono lavoratori e pazienti».










