«La nota con cui la Direzione generale della Sanità richiama gli ospedali Hub a garantire sempre la presa in carico dei pazienti tempo-dipendenti non affronta la realtà e cerca scorciatoie, non soluzioni». Lo dichiara Emanuele Cabras, Segretario Aziendale CIMO-FESMED dell’ARNAS G. Brotzu.
«Al Brotzu non abbiamo mai rifiutato un paziente perché non volevamo curarlo. Il problema è un altro: dove dovremmo ricoverarlo? Ogni giorno lavoriamo con reparti saturi e con pazienti costretti ad attendere un posto letto nei corridoi dell’ospedale. Pensare di risolvere questa situazione con un richiamo alle Aziende significa non affrontare il vero nodo della questione», aggiunge.
Secondo Emanuele Cabras, il problema nasce da una precisa scelta di programmazione sanitaria: «L’area vasta di Cagliari continua a pagare il prezzo della chiusura dell’Ospedale Marino. Non mancano soltanto i posti letto di Ortopedia. Mancano anche posti letto di Chirurgia, di Terapia Intensiva e un Pronto Soccorso che per anni hanno rappresentato un presidio fondamentale per l’intera area metropolitana. Quella capacità assistenziale non è mai stata realmente sostituita e oggi il suo peso ricade quasi interamente sul Brotzu e sugli altri ospedali cittadini».
Per CIMO-FESMED il richiamo rivolto agli Hub rischia di essere inefficace se non accompagnato da interventi concreti: «La Regione non può limitarsi a chiedere agli ospedali di fare di più con gli stessi spazi e le stesse risorse. Se davvero vuole ridurre le liste d’attesa, rispettare gli standard delle reti tempo-dipendenti e migliorare gli esiti delle fratture di femore, deve assegnare un obiettivo preciso al Direttore Generale della ASL di Cagliari: riaprire i posti letto mancanti del Marino e restituire all’area vasta la capacità assistenziale perduta».
Emanuele Cabras richiama poi l’attenzione dell’assessorato anche su un’altra questione ancora irrisolta: «Ricordo al Direttore generale della Sanità che CIMO-FESMED è ancora in attesa della convocazione, più volte annunciata, sulla perequazione dei fondi contrattuali per le annualità 2025 e 2026. È un confronto che non può più essere rinviato. I medici dell’ARNAS Brotzu continuano infatti a percepire le retribuzioni accessorie più basse della Sardegna, pur operando nell’ospedale di riferimento regionale per l’alta complessità e garantendo ogni giorno prestazioni in condizioni organizzative estremamente difficili».
«Se a queste criticità non seguiranno risposte concrete e tempi certi, CIMO-FESMED sarà pronta ad avviare tutte le iniziative di mobilitazione a tutela dei professionisti e della sicurezza delle cure, fino alla proclamazione dello stato di agitazione. I medici del Brotzu stanno facendo la loro parte da anni. Ora è il momento che anche la programmazione regionale faccia la propria», conclude Emanuele Cabras.







