Dalle terapie con anticorpi monoclonali, somministrabili per via sottocutanea o endovenosa, ai gepanti (una nuova classe di farmaci orali specifici per il trattamento e la prevenzione dell’emicrania), fino alla tossina botulinica. Il Centro Cefalee dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari è oggi in grado di garantire ai pazienti l’accesso alle principali opzioni terapeutiche specialistiche disponibili per il trattamento dell’emicrania, con la possibilità di costruire percorsi di cura personalizzati sulla base delle caratteristiche cliniche e delle necessità della singola persona.
Le più recenti acquisizioni nella diagnosi e nel trattamento di questa patologia, ad alto impatto clinico e sociale, saranno al centro del congresso “Emicrania. Stato dell’arte e nuove prospettive”, in programma venerdì 2 ottobre, a partire dalle ore 8.15, nell’Aula Magna del Complesso Biomedico dell’Università degli Studi di Sassari.
Responsabili scientifici dell’evento sono Paolo Solla, direttore della Struttura complessa della Clinica Neurologica dell’Aou di Sassari e Tommaso Ercoli, dirigente medico della stessa struttura.
Negli ultimi anni l’approccio terapeutico all’emicrania è profondamente cambiato. Alle terapie tradizionali si sono affiancati trattamenti sempre più specifici, che consentono di intervenire in maniera mirata sia nella prevenzione sia nella gestione degli attacchi. Disporre, all’interno dello stesso Centro, di differenti strategie permette di individuare la soluzione più appropriata tenendo conto della frequenza e della gravità degli episodi, delle terapie già utilizzate, della risposta ai precedenti trattamenti e dell’eventuale presenza di altre patologie.










