I temi relativi alla riorganizzazione della sanità territoriale sono stati al centro dell’incontro che si è tenuto ieri, mercoledì 29 ottobre, a Ghilarza fra la direttrice del distretto socio-sanitario di Ghilarza-Bosa Maria Sebastiana Moro, la presidente del Comitato di distretto Eugenia Usai, prima cittadina di Ghilarza, i sindaci di Soddì Francesco Mascia e di Tadasuni Pierpaolo Pisu, il commissario di Boroneddu Pietro Caria e quello di Bidonì Giampaolo Satta.
«Stiamo lavorando – ha annunciato la direttrice del distretto Maria Sebastiana Moro – per assicurare, entro novembre, su tutto il territorio la possibilità per i pazienti con patologie croniche di richiedere ai medici degli ambulatori straordinari di cure primarie le ricette ripetibili via mail o on line: una soluzione, già sperimentata e attivata in diverse articolazioni aziendali (Casa della Comunità di Oristano, ambulatorio di Uras, poliambulatorio di Mogoro, ambulatorio di Terralba) così da consentire ai cittadini di evitare le file negli ambulatori straordinari di cure primarie (Ex Ascot, ndr) per ricevere una prescrizione, ed ai medici di avere maggiore tempo da dedicare alle visite, comprese quelle domiciliari.»
«Oltre a ciò, prosegue il completamento strutturale della Casa della Comunità di Ghilarza e lo sviluppo di servizi ulteriori rispetto a quelli già attivati dal mese di maggio: oltre ai medici delle cure primarie e della continuità assistenziale, che insieme garantiscono l’assistenza medica 24 ore su 24, gli ambulatori infermieristici e il punto prelievi, saranno attivi il Pua (Punto unico d’accesso), l’Assistenza domiciliare integrata, gli ambulatori specialistici e il Cup (Centro Unico di Prenotazione). Si è al lavoro per assicurare anche la presenza di un pediatra di libera scelta. La piena operatività della struttura offrirà ai pazienti una serie di servizi molto più ampia e non frammentata rispetto a quelle offerte dal semplice ambulatorio del medico di medicina generale», ha osservato la dottoressa Maria Sebastiana Moro.
I rappresentanti del territorio hanno chiesto chiarimenti in merito alle notizie relative a una possibile riduzione dell’orario di attività dell’ambulatorio straordinario di cure primarie di Boroneddu, attualmente strutturato in dieci ore suddivise in due turni da cinque ore ciascuno.
«In merito a questo – ha chiarito la direttrice del distretto di Ghilarza-Bosa -, rassicuro sia gli amministratori che i cittadini che fino al 30 novembre non ci sarà alcuna rimodulazione dell’orario. Successivamente, a seguito dell’entrata in funzione delle ricette ripetibili on line e della piena operatività della Casa della Comunità di Ghilarza, faremo insieme le valutazioni più opportune. Il nostro obiettivo non è quello di ridurre i servizi, ma di dare la risposta più adeguata ai cittadini, utilizzando al meglio le risorse professionali presenti: per questo, una volta entrato in funzione il sistema delle prescrizioni on line e completata la Casa della Comunità di Ghilarza, valuteremo quale sia la soluzione più adeguata per soddisfare i bisogni sanitari della popolazione. Nell’intercettare gli effettivi bisogni della popolazione la vostra collaborazione è importante», ha aggiunto Maria Sebastiana Moro.
«Non stiamo lavorando per una riduzione delle ore, ma per una rimodulazione del servizio in maniera che sappia rispondere meglio ai reali bisogni sanitari delle cittadine e dei cittadini – ha spiegato la direttrice generale Grazia Cattina -. Abbiamo motivo di ritenere che l’attività di ambulatorio non soddisfi appieno i bisogni delle cittadine e cittadini di questo territorio e che vi sia piuttosto necessità di visite domiciliari, al momento non assicurate e che invece vorremmo lo siano.»
Al termine dell’incontro, la direttrice del distretto socio-sanitario di Ghilarza-Bosa ha accompagnato gli amministratori locali a visitare la parte della Casa della Comunità di prossima apertura, per mostrare lo stato di avanzamento dei lavori.
«Si tratta di un passo in avanti significativo per il territorio – ha specificato Maria Sebastiana Moro – Un punto di riferimento in cui il cittadino trova una molteplicità di servizi sanitari e socio-sanitari.»
«Sulle Casa della Comunità, siamo convinti – ha concluso la manager della Asl oristanese – che la potenzialità di queste strutture si rende evidente nel momento che si inizia a frequentarle e i cittadini possono coglierne i vantaggi rispetto al vecchio modello di assistenza sanitaria.»











