La nomina dei nuovi Direttori Generali della ASL di Cagliari e della ASL Gallura non chiude il caos della sanità sarda ma anzi lo amplifica. Il dato politico è ormai sotto gli occhi di tutti: la Presidente Todde è diventata indigesta perfino ai suoi alleati. Se per una decisione delicata come i vertici delle ASL, si arriva a una seduta di Giunta disertata da assessori del Pd e dei Progressisti, significa che non c’è più una linea politica condivisa ma solo un braccio di ferro permanente dentro la maggioranza. La Todde e la sua maggioranza da febbraio 2024 non avrebbero dovuto perdere nemmeno un giorno. Invece, tutto hanno fatto fuorché occuparsi dei problemi esistenti. Hanno rifiutato il dialogo con i Direttori generali, hanno commissariato le ASL, hanno nominato nuovi commissari. Hanno messo il sistema in confusione: c’è malessere, sconforto, diffidenza, incertezza, oltre a pesanti contenziosi sulle spalle della Sardegna. Con un clima del genere, nulla può ovviamente funzionare. Le giustificazioni del PD a quanto accaduto in Giunta sono surreali. Si dichiara candidamente che le procedure seguite, ancora una volta, potrebbero non essere corrette ma al posto di aprire una riflessione politica seria si pensa alla nomina successiva. Tra Todde e Pd è quindi solo una questione di caselle da occupare e di chi le deve occupare. Nulla a che vedere con la soluzione per liste d’attesa infinite, ospedali sotto pressione, reparti che chiudono. Cittadini costretti a spostarsi o a pagare di tasca propria per curarsi. Questo dovrebbe essere il punto costantemente all’ordine del giorno, se nel campo largo la priorità fossero i problemi reali della Sardegna. E mentre nei palazzi si consumano lotte interne, nomine forzate e retromarce, fuori dal palazzo c’è un’intera isola che aspetta risposte e cittadini che assistono inermi al peggio della politica.
Michele Ennas
Segretario regionale Lega Sardegna per Salvini Premier








