«La situazione di criticità già acclarata dell’ospedale di San Gavino non sembra trovare soluzione. Dopo medicina e radiologia, dopo le difficoltà del pronto soccorso sempre in affanno, ora è la volta del reparto di Cardiologia che, ridotto a soli sei cardiologi in servizio, non è più nelle condizioni di assicurare tutte le attività in essere»
Lo denuncia, in un’interrogazione, la consigliera regionale del Partito Democratico, Rossella Pinna, che aggiunge: «Manca personale per garantire i turni notturni e festivi, per assicurare l’attività ambulatoriale e perciò si è resa necessaria una rimodulazione delle attività che comporta la sospensione degli ambulatori ad Arbus e Villacidro. I pazienti talassemici, quelli pediatrici e in attesa di visita per la pre-ospedalizzazione non potranno effettuare i controlli. Così dicasi per lo scorrimento delle liste d’attesa che continueranno ad aumentare con il disagio dei cittadini che dovranno rivolgersi ad altre strutture della Sardegna, sempre che trovino la disponibilità».
«Così non si tutela la salute di nessuno – rincara la dose Rossella Pinna – eppure durante le fasi acute della pandemia l’ospedale campidanese è stato di supporto alle criticità dei presidi di altri territori pagando il prezzo di un notevole sacrificio di tutto il personale e di un grande disagio per i cittadini del territorio. Si sperava ci fosse un piano ma non manca giorno che non riveli la sua pena.»
«Il gioco delle tre carte sulla salute dei cittadini sardi non è il metodo migliore – conclude Rossella Pinna -. Da troppo tempo ormai ogni volta che entra in sofferenza un ospedale per carenza di personale medico si prelevano da altri ospedali che spesso a loro volta restano sguarniti; sembra quasi che non ci si preoccupi di verificare se e quali conseguenze comporta il trasferimento, ancorché temporaneo, soprattutto da presidi territoriali che riescono a funzionare soltanto grazie all’abnegazione del personale che però è allo stremo.»
Antonio Caria









