ì«Esprimiamo una valutazione positiva sulla proposta di legge 175. L’invecchiamento attivo è oggi una delle questioni decisive per il futuro della Sardegna». È quanto sottolineano CISL Sardegna e FNP CISL Sardegna nel corso dell’audizione odierna davanti alla Sesta Commissione del Consiglio regionale.
Con oltre il 28% della popolazione over 65 e un indice di vecchiaia tra i più alti d’Italia, la Sardegna si trova davanti a una trasformazione demografica profonda. Per CISL e FNP, però, la longevità non deve essere affrontata soltanto in termini assistenziali, ma diventare parte di una nuova organizzazione sociale, sanitaria ed economica.
«L’invecchiamento della popolazione ci impone di ripensare il nostro modello di welfare e di sviluppo – sottolinea Pier Luigi Ledda, segretario generale della CISL Sardegna -. Non possiamo separare questa sfida dallo spopolamento delle aree interne e dalla difficoltà dei giovani di costruire il proprio futuro. Serve una strategia capace di tenere insieme generazioni e territori, garantendo a chi è anziano la possibilità di vivere pienamente nella propria comunità e ai giovani condizioni per restare e costruire qui il proprio progetto di vita.»
Per la FNP CISL, uno dei punti centrali riguarda la concretezza dei servizi territoriali. La Sardegna ha superato gli obiettivi PNRR con 59 Case della Comunità e 17 ospedali di Comunità, ma «questo risultato rappresenta una base importante, non sufficiente».
«La vera sfida è trasformare le strutture in servizi effettivi – afferma Mimmo Contu, segretario generale FNP CISL Sardegna -. Servono personale, orari certi, collegamento con medici di medicina generale, infermieri di famiglia e comunità, specialisti e servizi sociali. Le Case della Comunità devono diventare il primo punto di accesso per prevenzione, cronicità e presa in carico delle persone anziane.»










