Dieci diventa un numero simbolico. Sono gli anni di battaglie e impegno unitario sul fronte della parità di genere e 10 sono le donne in Consiglio Regionale, su un totale di 60 componenti, un numero però ancora troppo esiguo per una svolta reale. Per questo occorre riprendere la storica questione della rappresentanza istituzionale chiedendo che vengano portate finalmente in discussione le norme di rafforzamento della doppia preferenza di genere, proposte da Coordinamento3 già nel 2023, con la consulenza dei costituzionalisti Carla Bassu e Andrea Deffenu, e su cui il PD ha presentato una proposta di legge ferma esattamente da un anno fa in Consiglio Regionale dal PD.
«Quello della rappresentanza di genere è solo uno dei tanti nodi ancora irrisolti», ha sottolineato Carmìna Conte nell’annunciare un calendario di iniziative e incontri con le massime istituzioni per rimettere al centro anche gli altri temi che hanno segnato il primo decennio: lavoro, pari opportunità, salario, salute, benessere e diritti. «Permangono infatti pesanti discriminazioni nei luoghi di lavoro, con un alto divario retributivo, part time involontario, precarietà lavorativa, una recrudescenza della violenza di genere. Oggi più che mai, non possiamo abbassare la guardia ma rafforzare la rete, peraltro in crescita, con le associazioni di donne, per imprimere una svolta reale nella società e nelle istituzioni», ha rilanciato Carmìna Conte.
Il programma culminerà, il prossimo autunno, con il Terzo Congresso delle Donne Sarde che si terrà a Villamassargia, su invito della sindaca e componente del direttivo Debora Porrà.
Nella foto di copertina Carmìna Conte










