Trenta bambini, hanno partecipato al laboratorio dedicato alla tutela del patrimonio archeologico subacqueo organizzato in stretta collaborazione dall’associazione Sas Janas e dalla Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, con il supporto di MSP Italia.
Un’iniziativa inserita nell’ampio progetto “Noi, il bosco e il mare” con l’obiettivo di dare concreta continuità educativa ai percorsi di educazione ambientale condotti con successo negli anni scorsi.
«Lo scopo dell’iniziativa – sottolinea Claudia Pirina, presidente dell’associazione Sas Janas – è stato quello di guidare gli alunni in un processo partecipativo capace di unire alla tutela dell’ambiente la valorizzazione della cultura locale, trasformando la conoscenza del territorio in un’esperienza viva e interdisciplinare.»
Per i piccoli partecipanti, accompagnati dall’archeologa Maria Rita Foti della Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Naturale Subacqueo, è stata una mattina ricca di spunti sui quali riflettere, grazie alle attività progettate secondo principi d’inclusività e accessibilità, che hanno garantito a ogni bambino di partecipare attivamente e condividere l’esperienza con i propri compagni in un contesto all’aperto e privo di barriere.
I bambini hanno visto come si scava senza danneggiare i reperti, per riportare alla luce monete o anfore, hanno capito che chi opera sott’acqua non partecipa a una caccia al tesoro, ma svolge un lavoro di pazienza, documentazione e rispetto della storia. Un’esperienza nuova per i bambini, che come sempre, hanno dimostrato passione e attenzione non solo verso i gesti osservati, ma anche verso le parole e le indicazioni riportate dai professionisti.









