Sacre armonie nella Cattedrale di San Pietro Apostolo a Suelli dove domenica 12 aprile alle 18 la celebrazione eucaristica in occasione della Domenica in Albis sarà impreziosita dalle note ispirate della Missa a Quattro Voci di Claudio Monteverdi. Nella suggestiva cornice di un gioiello dell’architettura gotico-catalana in Sardegna, durante la Messa Solenne – presieduta da Monsignor Michele Piras, parroco di Suelli, che guiderà l’assemblea attraverso gesti e silenzi dell’antico rito romano – risuoneranno le raffinate polifonie che scandiscono i momenti cruciali della liturgia: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Benedictus, Agnus.
Il fascino della musica barocca, nell’interpretazione del Karalis Antiqua Ensemble, con la direzione di Federico Fiorio, si sposa alla sacralità della liturgia, in una dimensione intima e raccolta, quasi un invito alla meditazione e preghiera: le voci dei solisti – Valentina Marghinotti (soprano), Federica Moi (contralto), Carlo Maria Dessalvi (tenore) e Federico Melis (basso), quattro giovani e affermati cantanti specializzati nel repertorio antico – si alterneranno e si intrecceranno alle timbriche degli strumenti, con Noemi Mulas alla spinetta e Sara Pirroni all’organo, in una felice e intrigante alchimia.
«L’evento nasce per offrire un viaggio sensoriale e spirituale – sottolinea Luca Murgia, direttore generale del Karalis Antiqua Ensemble –. Tra le mura della Cattedrale di Suelli, la bellezza del rito antico e le note di Monteverdi si fondono in un’acustica perfetta. È un ritorno alle origini, dove la musica torna a servire la liturgia per sottolineare il significato profondo della Domenica in Albis»
Fede e bellezza, per un’immersione nello splendore del Barocco veneziano, con la celebre Missa a Quattro Voci di Monteverdi, pubblicata nel 1641 all’interno della “Selva morale e spirituale”, un’importante raccolta che comprende Madrigali su temi morali, Salmi, Magnificat e Salve Regina. Un’occasione inoltre per riscoprire il suono dell’organo positivo della Cattedrale, realizzato nel 1728 da Francesco Smitto e Liborio Grisanti, restaurato e riportato alla sua funzione originaria a cura dell’Associazione Karalis Antiqua Musica. Arte e spiritualità, per un evento in cui si fondono le potenti suggestioni dell’antica liturgia e la magnificenza della musica barocca.











