La Sardegna sta per vivere un’importante evoluzione nel settore dei trasporti grazie all’introduzione di un nuovo schema di continuità territoriale, recentemente approvato dalla giunta regionale. Questa riforma rappresenta non solo un miglioramento dei collegamenti aerei, ma anche un significativo riconoscimento per le migliaia di sardi che vivono lontano dall’Isola.
Bastianino Mossa, presidente della FASI, la Federazione che riunisce 70 associazioni sarde in Italia, ha commentato con entusiasmo questa iniziativa storica: «Questa riforma non è solo un atto di riconoscimento profondo verso i sardi nel mondo, ma segna un cambiamento fondamentale nel modo in cui la Sardegna si relaziona con i suoi figli sparsi nel globo. Per la prima volta, non si tratta solo di residenti, ma anche di coloro che mantengono un legame affettivo con la nostra terra».
Bastianino Mossa, che questa mattina ha incontrato la presidente della Regione Autonoma della Sardegna Alessandra Todde, ha sottolineato l’importanza di questo risultato, frutto di anni di impegno e battaglie portate avanti anche dalla FASI.
«È un grande risultato, frutto del lavoro dell’assessorato e della giunta regionale, sia a livello comunitario che di governo centrale. I nostri rappresentanti istituzionali hanno dato un contributo determinante per dare finalmente concretezza alla richiesta di quei diritti che un sistema economico e di regole burocratiche negano ai sardi.»
Il nuovo schema di continuità territoriale non solo potenzia i collegamenti aerei tra la Sardegna e le principali città italiane, ma estende anche i benefici a lavoratori, discendenti di emigrati e persone che assistono familiari in Sardegna.
«Questa riforma rappresenta una svolta storica per noi sardi ‘non residenti’ poiché riconosce il diritto alla mobilità anche per chi ha origini sarde ma vive lontano perché essere sardi non è solo una questione di residenza, ma di identità, radici e comunità. Questa riforma è un passo avanti che restituisce dignità e diritti a tutti i sardi, ovunque si trovino. La Sardegna chiama, e per i suoi figli nel mondo, le distanze si accorciano.»
Il presidente della FASI conclude con un messaggio di speranza e unità: «Al netto del fatto che servono comunque collegamenti in continuità con Nord Ovest, (Torino) Nord Est (Trieste), Centro Nord e Centro Sud, è un passo avanti che restituisce dignità e diritti a tutti i sardi. È il momento di riallacciare legami, di far sentire la propria voce, parlare la propria Limba in altre parole: tornare a casa…a domo nostra».