Arrivare in Sardegna dall’estero nel periodo di Ferragosto quest’anno sarà più complicato e decisamente più costoso. Una drastica riduzione dell’offerta aeroportuale, da e verso i principali scali europei, e l’aumento vertiginoso dei costi di viaggio, infatti, rischiano di ostacolare il flusso di viaggiatori internazionali verso l’Isola. Lo si evince dalla simulazione di booking con cui, come ogni anno, la Cna Sardegna confronta numero di collegamenti, prezzi e accessibilità delle principali destinazioni vacanziere del Mediterraneo per definire le condizioni dell’offerta aeroportuale sarda.
Dopo un 2021 positivo, in cui il settore aeroportuale aveva contribuito ad alimentare i numeri di una discreta stagione turistica, quest’anno si registra una preoccupante inversione di tendenza; sebbene il rincaro dei prezzi di viaggio, in parte legato alla crescita dei costi (carburanti e servizi aeroportuali), sia generalizzato, la Sardegna, tra le principali regioni competitor (Baleari, Croazia, Creta, Cipro, Corsica, Sicilia e Algarve), è l’unica ad aver visto ridursi in maniera significativa l’offerta aeroportuale, un segnale non certo incoraggiante in un contesto economico, nazionale e internazionale, mai come oggi carico di incertezze ed elementi di rischio.
La metodologia: in coerenza con gli anni passati, per confrontare destinazioni diverse si è considerato un insieme ristretto di punti di partenza: il centro della Germania (aeroporti di Francoforte, Monaco di Baviera e Berlino), la Francia (aeroporti di Parigi) e il Regno Unito (tutti gli aeroporti che servono la grande area metropolitana di Londra); si sono allora confrontati i prezzi messi a disposizione da tutte le compagnie aeree verso i principali aeroporti di destinazione delle regioni selezionate (Alghero, Olbia e Cagliari per la Sardegna). La query predisposta riguardava un viaggio andata e ritorno nella settimana di Ferragosto per 4 persone (due adulti e due bambini), con prenotazione di un’autovettura di classe economica (media tra le tre offerte più vantaggiose) per una settimana nell’aeroporto di destinazione. I parametri di cui si è tenuto conto sono: il numero totale di combinazioni possibili (cioè il totale delle scelte possibili per raggiungere l’aeroporto di destinazione, anche considerando scali intermedi, ma soltanto per partenza e arrivo in giornata), la presenza di voli diretti e il loro prezzo, il numero di compagnie, la presenza di compagnie low-cost e il prezzo minimo riscontrato come combinazione di andata e ritorno; si è poi confrontato il risultato con quello ottenuto l’anno passato.
Numero di voli. Il primo risultato riguarda la quantificazione dell’offerta aeroportuale degli aeroporti dell’Isola. Quello che emerge è che la Sardegna risulta in effetti l’unica regione tra quelle considerate ad aver invertito il trend positivo avviatosi dopo il crollo dell’anno pandemico. Rispetto al 2021 l’offerta aeroportuale dell’Isola, definita come numero totale di combinazioni possibili (tutte quelle offerte dai principali vettori europei, considerando anche le soluzioni con scalo intermedio ma con partenza e arrivo in giornata), è crollata del -14%. A titolo di paragone, la Corsica, che tra le regioni considerate è quella che mostra i numeri più modesti, ha visto crescere l’offerta del +10%; Creta e Cipro si collocano oltre il +30% rispetto ai livelli del 2021; le Baleari e la Croazia al +25%, seguite da Algarve e Sicilia (+15%) e, appunto, la Corsica.
Se si guarda al periodo pre-pandemico, per il settore aeroportuale regionale, che in questi anni ha dovuto fare i conti con il progressivo ridimensionamento dell’offerta low-cost e con la cessazione di attività di Alitalia, il confronto è impietoso: in tre anni si sono perse oltre duemila combinazioni (voli di andata e ritorno tra cui scegliere per raggiungere l’Isola a cavallo di Ferragosto dai principali scali di Francia, Germania e Inghilterra). Più nello specifico, si è passati dalle 7.875 combinazioni individuate a fine maggio 2019 alle 5,668 di maggio 2022, un calo del -28%. Si tratta del record negativo tra tutte le regioni competitor. Il dato è ancora più eloquente se si considera che 3 regioni su 8 tra quelle considerate si trovano al di sopra del livello pre-pandemico (Croazia, Creata, Sicilia) e altre due sono più o meno sugli stessi livelli (Baleari e Cipro). E pensare che l’anno passato la Sardegna era stata la regione che aveva visto l’offerta aeroportuale recuperare più rapidamente rispetto all’anno pandemico. Insomma, una preoccupante inversione di tendenza che non fa ben sperare in vista della stagione turistica estiva.
I costi di viaggio. Ma non è solo il numero di combinazioni a determinare la competitività dell’offerta, bisogna considerare anche i costi del viaggio. Si trova che anche in questo caso la Sardegna sembra perdere terreno. Il costo medio andata e ritorno per un viaggio in Sardegna di una famiglia tipo di quattro persone proveniente dai principali aeroporti del centro Europa a Ferragosto del 2022 (prenotando a fine maggio) risulta praticamente raddoppiato, circa 1.260 euro contro i 641 del 2021. Va detto che il prezzo dei biglietti è aumentato ovunque, in larga parte a causa della crescita del costo dei carburanti; la Sardegna è tuttavia la destinazione che ha visto lievitare maggiormente i prezzi: +97% rispetto al 2021, seguita dall’Algarve (+90%), Cipro (+77%) e Sicilia (+72%). L’aumento dei prezzi per Croazia e Baleari si attesta invece introno al +40%. Va detto che in termini assoluti l’Isola si posiziona al terzo posto per costo complessivo del biglietto aereo, ma la differenza rispetto a destinazioni come Corsica, Croazia o Sicilia quest’anno sarà minima.









