Il comune di Oristano ha approvato la Strategia territoriale denominata “Porta d’Acqua”. Tredici milioni 500mila euro, dieci dei quali immediatamente programmate, mentre le restanti risorse saranno programmate con un successivo atto integrativo.
Il progetto prevede una rete integrata di spazi verdi e percorsi di connessione, con due nuovi “polmoni verdi” urbani destinati a diventare luoghi di incontro, socialità e benessere, ma anche strumenti concreti per la mitigazione dei cambiamenti climatici. I nuovi parchi sorgeranno nell’area dell’ex lavatoio di piazza San Martino, porta d’ingresso del parco fluviale e integrata con i riqualificati giardini storici, e in via Emilio Lussu, nuova area verde urbana.
«Oristano si propone come laboratorio avanzato di sostenibilità urbana e culturale, capace di coniugare ambiente, cultura, educazione civica e qualità della vita – dichiara il sindaco Massimiliano Sanna -. Con ‘Porta d’Acqua’ vogliamo costruire una città più verde e inclusiva, rafforzare la resilienza del territorio e creare una rete di infrastrutture verdi e blu che migliorino il microclima urbano e offrano nuovi spazi di benessere. È una sfida che vogliamo affrontare insieme ai cittadini, perché la transizione ecologica si costruisce attraverso la partecipazione e la responsabilità condivisa.»
«Parlare oggi di cambiamento climatico significa parlare del nostro futuro, ma anche della qualità della vita quotidiana – aggiunge l’assessora Maria Bonaria Zedda -. Questa strategia nasce anche dal confronto con la comunità e punta su soluzioni basate sulla natura, su nuove infrastrutture verdi e su un cambiamento dei comportamenti. Interventi come il recupero del lavatoio, che diventerà un hub culturale e ambientale, e la creazione di corridoi verdi rappresentano un passo concreto per rendere Oristano più vivibile, sostenibile e pronta ad affrontare le sfide climatiche.»
Antonio Caria










