La condizione dei pensionati sardi è sempre più fragile e richiede risposte immediate e strutturali. È questo il messaggio emerso dal Consiglio Generale della FNP CISL Sardegna, svoltosi oggi a Cagliari. Un incontro durante il quale sono stati accesi i riflettori sulle principali criticità che colpiscono gli anziani dell’Isola: aumento del costo della vita, pensioni insufficienti, difficoltà di accesso alle cure, liste d’attesa, isolamento sociale e crescente fragilità sanitaria.
«La nuova pressione inflattiva e il rialzo dei costi energetici rischiano di colpire duramente una platea già esposta come quella dei pensionati sardi, che percepiscono assegni mediamente più bassi rispetto ad altre aree del Paese», ha evidenziato il segretario generale FNP CISL Sardegna Mimmo Contu nella sua relazione. In Sardegna i trattamenti pensionistici vigenti superano quota 597mila, con un importo medio mensile lordo pari a 1.186 euro; di questi, 280.136 sono pensioni di vecchiaia, con un importo medio lordo di 1.703 euro mensili. Dati che confermano la necessità di rafforzare le misure a tutela del potere d’acquisto dei pensionati.
Sul tema della pensioni interviene anche il segretario generale FNP CISL Roberto Pezzani: «Il tema delle misure tampone è finito. Non si può andare avanti con aggiustamenti annuali all’interno di manovre. Le pensioni non si possono governare in questo modo. Ma si governano con una visione. Serve un luogo di confronto, serve un Patto»
Ad affiancare l’analisi della FNP anche l’intervento di Pier Luigi Ledda, segretario generale della CISL, che ha ribadito il valore strategico delle politiche per gli anziani nel futuro dell’Isola: «In una Sardegna che invecchia, la rappresentanza dei pensionati non è un tema laterale: è una delle questioni centrali della coesione sociale dell’isola. Le politiche per gli anziani non sono politiche di settore, ma politiche di sviluppo, di civiltà e di coesione».
Tra le priorità indicate dalla Federazione vi è la la piena indicizzazione delle pensioni; il rafforzamento della quattordicesima per i redditi più bassi; la defiscalizzazione della tredicesima per lavoratori e pensionati; il riconoscimento del lavoro di cura; una riforma previdenziale strutturale che garantisca maggiore equità e sostenibilità.
Forte preoccupazione anche sul fronte sanitario, definito «il problema più grave e urgente della Sardegna», dal segretario Mimmo Contu. La FNP CISL chiede un deciso rafforzamento della sanità territoriale, con investimenti sui servizi di prossimità, sulle Case e Ospedali di Comunità, sul potenziamento della prossimità e sulla riduzione delle liste d’attesa.
Sul tema è intervenuto anche il segretario Pier Luigi Ledda, sottolineando come «una regione che non garantisce servizi sanitari e sociali adeguati agli anziani è una regione più fragile per tutti», ribadendo la necessità di consolidare la rete territoriale sociosanitaria e rafforzare l’integrazione tra sanità, assistenza e servizi di prossimità.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema della solitudine e dell’isolamento sociale degli anziani, fenomeno aggravato dall’invecchiamento della popolazione e dallo spopolamento delle aree interne. «Serve un nuovo welfare di comunità capace di contrastare l’isolamento e garantire qualità della vita alle persone anziane», sottolinea la FNP.
La Federazione rilancia inoltre la richiesta di una governance partecipata nelle politiche sociosanitarie regionali, con il coinvolgimento stabile delle organizzazioni sindacali e dei soggetti sociali nella progettazione dei servizi territoriali.
«La vita non va in pensione – conclude il segretario nazionale Roberto Pezzani – non è soltanto il titolo della campagna della FNP, ma una scelta precisa: la volontà di essere protagonisti di questo tempo. Per troppo tempo questa fase della vita è stata raccontata come una stagione di riduzione; noi vogliamo invece governarla, valorizzarla e riconoscerne pienamente il ruolo nella società.»
Nella foto di copertina Mimmo Contu, segretario generale FNP CISL Sardegna









