La CISL Sardegna esprime una valutazione complessivamente positiva sul Disegno di Legge n. 203 relativo all’assestamento di bilancio regionale, ma richiama la necessità di utilizzare le maggiori risorse disponibili per affrontare in modo strutturale le grandi questioni che interessano l’Isola: lavoro, crisi demografica, spopolamento, competenze, welfare e competitività del sistema produttivo.
È quanto emerso nel corso dell’audizione della CISL Sardegna davanti alla Terza Commissione permanente del Consiglio regionale.
«L’assestamento di bilancio arriva in una fase importante per la Sardegna – ha dichiarato il segretario generale della CISL Sarda, Pier Luigi Ledda -. Le maggiori disponibilità finanziarie rappresentano il risultato di un significativo percorso istituzionale e di rafforzamento dell’autonomia regionale. Oggi però il tema centrale non è soltanto la disponibilità delle risorse, ma la capacità di trasformarle in investimenti capaci di generare sviluppo, occupazione e coesione sociale.»
La CISL valuta positivamente gli interventi previsti nei settori della sanità territoriale, delle politiche sociali, della non autosufficienza, del sostegno agli enti locali, della mobilità, della logistica, della rigenerazione urbana, della pianificazione territoriale e della valorizzazione dei territori.
Il sindacato considera particolarmente importante il rafforzamento della sanità territoriale, considerata una leva fondamentale per contrastare lo spopolamento e garantire qualità della vita nelle comunità locali. In questo quadro, la CISL ribadisce il proprio impegno affinché prosegua con determinazione l’attuazione del Protocollo sottoscritto il 4 agosto 2025.
«Non esiste una vera politica di contrasto allo spopolamento senza servizi adeguati – ha sottolineato Pier Luigi Ledda -. Le persone scelgono di restare nei territori quando trovano assistenza, servizi accessibili, opportunità e condizioni dignitose di vita.»
Fondamentale anche il tema dei trasporti e della mobilità.
Per la CISL Sardegna il nuovo Piano regionale dei trasporti dovrà assumere una visione strategica di lungo periodo, orientata a rafforzare l’integrazione territoriale dell’Isola e la sua connessione con il sistema nazionale ed europeo.
«La Sardegna ha bisogno di una rete ferroviaria moderna, elettrificata e progressivamente a doppio binario – ha affermato il segretario generale della CISL – capace di collegare efficacemente il nord e il sud dell’Isola, includendo pienamente anche Nuoro nel sistema regionale della mobilità.»
Accanto agli elementi positivi della manovra, la CISL ha indicato alcuni ambiti che richiedono un ulteriore rafforzamento, a partire dal lavoro.
Secondo il sindacato, ogni investimento pubblico dovrebbe essere accompagnato da una valutazione dei suoi effetti occupazionali, sociali e territoriali e contribuire alla crescita dell’occupazione stabile e qualificata, all’inclusione dei giovani e delle donne e alla valorizzazione delle competenze presenti nei territori.
Per questa ragione la CISL Sardegna propone la costruzione di un “Patto regionale Lavoro, Competenze e Sviluppo”, capace di raccordare investimenti, formazione, innovazione e fabbisogni professionali, insieme all’istituzione di una Cabina di regia regionale e di un Osservatorio permanente sui fabbisogni professionali e sulle competenze.
L’obiettivo è costruire una governance condivisa delle politiche per lo sviluppo, mettendo in relazione sistema produttivo, università, ITS Academy, formazione professionale e politiche attive del lavoro, affinché le transizioni energetiche, digitali e tecnologiche possano tradursi in nuove opportunità occupazionali e di crescita per il territorio.
In questa prospettiva la CISL valuta positivamente gli interventi rivolti al sistema universitario e il rafforzamento delle misure a sostegno del diritto allo studio. In una regione che continua a confrontarsi con la crisi demografica, la dispersione di competenze e la difficoltà di trattenere i giovani nei percorsi formativi, investire nell’accesso all’università significa investire sul futuro della Sardegna. La scelta dell’azzeramento delle tasse universitarie per una larga platea di studenti è una misura che il sindacato interpreta come un investimento strategico sul capitale umano dell’Isola. Ridurre gli ostacoli all’accesso agli studi universitari significa infatti ampliare le opportunità formative, sostenere le famiglie, contrastare le disuguaglianze e contribuire alla costruzione delle competenze avanzate di cui il sistema economico regionale avrà sempre più bisogno.
Tra le proposte avanzate dalla CISL trovano spazio anche un Piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile, il sostegno al sistema delle autonomia locali e il completamento del percorso del Comparto Unico del Sistema Regione, insieme all’apertura del confronto per il rinnovo del Contratto collettivo regionale dei dipendenti del Sistema Regione.
La CISL chiede inoltre che venga valorizzato il ruolo delle parti sociali nella definizione delle strategie regionali per lo sviluppo, promuovendo la diffusione della contrattazione territoriale, aziendale e di filiera, investendo nella formazione continua e negli strumenti di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alla vita delle imprese e nella piena attuazione del Patto di Buggerru per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il coinvolgimento organizzativo, gestionale, economico, finanziario e consultivo dei lavoratori rappresenta per la CISL un fattore di innovazione, responsabilità condivisa, crescita della produttività e miglioramento della qualità del lavoro. La partecipazione quindi non rappresenta un elemento accessorio dei processi decisionali, ma una condizione essenziale per costruire politiche più efficaci e vicine ai reali bisogni delle persone.
«La vera sfida che abbiamo davanti non è semplicemente spendere risorse – ha concluso Pier Luigi Ledda -. La sfida è trasformare la spesa in investimenti utili, gli investimenti in lavoro, il lavoro in competenze, le competenze in innovazione e lo sviluppo in maggiore benessere e qualità della vita per le persone e per le comunità. Per la CISL il lavoro deve rappresentare il principale criterio attraverso cui leggere e valutare l’intera programmazione regionale.»










