Il radicamento della tessitura in Sardegna custodisce i segni di una determinata resistenza culturale ed economica. Le espressioni esecutive dei tappeti – oggi
rappresentazioni d’arte e risorsa creativa concettuale condivisa in fiber art – sono i fili e le trame di identità millenaria e di lavoro, radicato nelle nostre comunità forgiate da manualità artigiane e attività agro-pastorali.
Il tappeto è simbolo di narrazioni e ne custodisce codici e forme che riannodano a storia e cultura sarda. I nuovi percorsi del tappeto contemporaneo e d’autore, pur attingendo alla vitalità della tradizione, impegnano designer, progettualità culturale e stilisti per alimentare una produzione di eccellenza artistica e di attualità.
L’evento “Trame di comunità” proposto a Silanus nella storica Casa Aielli, con il patrocinio di Comune, Fondazione di Sardegna e Sardigna Chircas/Sardegna Ricerche, interpreta e si riferisce segnatamente al rapporto sociale-culturale tra telaio e territorio; una trama ideale di condivisione identitaria e di memorie collettive che, metaforicamente, legano l’intreccio sociale dell’ordito umano e comunitario. L’ordito della memoria ha il senso profondo di rivelare l’essenzialità e il valore di potersi riconoscere all’interno dello stesso tessuto sociale-culturale, riallacciando così il passato al presente con consapevolezza storica e dignità di appartenenza.
L’appuntamento di Silanus, importante incontro di coinvolgente condivisione che alimenta cultura, tradizione e socialità, si è articolato in un laboratorio creativo artistico partecipato e nella narrazione del progetto di valenza ed esperienza formativa; nell’inaugurazione de “L’ordito della memoria”, opera realizzata dall’artista fiber art Nietta Condemi De Felice che, con originalità e inventiva, coniuga il maturo ed attuale dialogo tra linguaggi innovativi e tradizione tessile.
La manifestazione conclusiva silanese della I°edizione dell’evento “Trame di sapienza” è stata introdotta dalla vicesindaca Rita Morittu che, oltre i saluti e ringraziamenti istituzionali, ha evidenziato il percorso e rapporto locale con la tessitura sviluppato nei segni della tradizione, ma con “apertura all’innovazione” e nella collaborativa azione della fiber art Nietta Condemi De Felice. Dall’amministratrice parte anche una considerazione sulla valenza economica, occupazionale e di “trama” per frenare lo spopolamento del centro marghinese, attraverso la giusta considerazione «del patrimonio identitario e di lavoro che abbiamo conosciuto».
A “formare per tramandare” le corsiste, di Silanus e paesi limitrofi, sono state le docenti Andreina Cossu e Silvia Deledda che hanno operato anche il significativo recupero de “sas mustras”, come elemento di sapere del patrimonio immateriale locale.
Emozionante il momento della scoperta dell’istallazione creata dall’artista Condemi De Felice, donata alla comunità di Silanus insieme a due opere pittoriche di Giovanni Ciusa Romagna, in ricordo perenne dell’arte dell’ordito e la suggestiva consegna degli attestati di merito alle numerose corsiste.
Ospiti d’onore della manifestazione i coniugi Luigi Golin e Gabriela Bottaru, appassionati e cultori di fama dell’arte tessile, residenti in Veneto.
Cristoforo Puddu

















