Pietro Sotgia (Dorgali 1925-2021) è stato poeta che ha scandagliato l’essenza dell’essere umano e dissodato, da contadino qual’era, i fondali dell’animo con riflessioni di suggestivo lirismo ed attingendo dal personale e collettivo percorso esistenziale di memoria e radice identitaria.
Il senso del vivere lo ha ricercato nel mondo che lo circondava in bellezze naturali e nei sentimenti di genuina umanità. L’autenticità del suo linguaggio poetico custodiva sempre l’immediata semplicità di esaltare le idealità che sono, talvolta, passione sociale con senso di fraternità e solidarietà.
I maggiori insegnamenti, che trasmette in versi, li coglie dall’osservazione armoniosa e francescana della natura e così, come ha scritto Nicola Tanda, «egli trova nel fiorire delle gemme, nel volo degli uccelli, nel canto notturno dei grilli, nel profumo del fieno dell’estate e nel maturare dei grappoli le occasioni delle sue poesie».
La poesia dell’intellettuale autodidatta Pietro Sotgia – poté frequentare solo la quinta elementare, perché fin da bambino è cresciuto nella valle di Oddoene e nell’impegno di accudire e coltivare un appezzamento di terreno familiare – esplora l’intimo della natura e della terra ed elabora componimenti che configurano un poetare esistenziale e cosmico; dalla considerazione lirica di paesaggi e dal respiro vitale del mondo coglie ed offre una lettura sui percorsi del creato, sul ciclo eterno delle stagioni e sulle misteriose ammalianti verità primordiali degli elementi naturali.
Il linguaggio del poeta di Dorgali è un sacro meditare e di connessione alle origini, un viaggio di esplorazione e itinerario spirituale tra le tante esperienze del vivere e le nuove consapevolezze per alimentare un equilibrio, interiore e di resilienza umana, in sintonia con il creato.
La poetica di Pietro Sotgia, conosciuto e rispettosamente chiamato Tziu Predu, ha lasciato una traccia indelebile sociale, incarnando memoria e anima della sua comunità locale e della Sardegna come espressione collettiva di cultura, di sentimenti e di appartenenza linguistica.
Apprezzato e stimato poeta bilingue, con una presenza di apicale originalità lirica nei concorsi letterari sardi, ha conseguito numerosi significativi attestati nazionali (Bologna, Caltanissetta, Firenze, Roma, Terni, etc. ) in riconoscimento del distintivo percorso letterario. Una composizione, scritta in ricordo all’eccidio di Marzabotto, è parte integrante del monumento commemorativo eretto nel paese emiliano.
Dorgali, nell’agosto del 2024, ha celebrato il ricordo di Tziu Predu con lapresentazione del libro “Pietro Sotgia e la N’Ur – Epistolario”; l’opera curata da Tonino Fancello, editore e sociologo-psicoterapeuta, documenta e raccoglie «una corrispondenza epistolare tra Pietro Sotgia e il curatore stesso, offrendo uno spaccato unico di riflessioni tra il Poeta e il suo Editore e tra due amici di lunga data».
Poeta di riflessioni sull’esistenzialità e di contemplazione della natura – fonte di ogni sapere e capace di generare silenzi poetici di sorprendente e profonda emozione – ha costantemente colto in versi gli insegnamenti che riscaldano in vitalità il cuore dell’umanità con scintille di mistero incomparabile.
Cristoforo Puddu









