Una giornata di analisi e confronto multidisciplinare sullo sfruttamento lavorativo e sul caporalato, sulla loro incidenza nel contesto economico e sociale anche regionale e sulle strategie di prevenzione e contrasto.
Il convegno “Vecchie e nuove forme di caporalato e sfruttamento del lavoro”, oggi nell’Aula Magna del Rettorato, ha richiamato docenti, magistrati, rappresentanti degli organi di vigilanza, delle organizzazioni sindacali e datoriali, oltre che delle istituzioni e dei lavoratori, per approfondire le diverse dimensioni del fenomeno e per illustrare la strategia e le prime attività dell’Osservatorio regionale sullo sfruttamento lavorativo in Sardegna, costituito di recente per creare una rete tra istituzioni e identificare i processi di sfruttamento nell’Isola.
La giornata di lavori ha approfondito anche il quadro normativo e gli strumenti di prevenzione e contrasto al lavoro irregolare, evidenziando l’importanza della tutela dei diritti dei lavoratori, della collaborazione tra istituzioni e della cultura della legalità, aspetti illustrati da Riccardo Ponticelli (Tribunale di Cagliari) e Paolo De Angelis (Procura della Repubblica).
Gli interventi di Sergio Pollutri (ISTAT), Donatella Traversa (INPS), Gian Franco Spanu (INAIL) e dei rappresentanti di Regione Autonoma della Sardegna e Coldiretti, enti di ricerca e organismi di controllo, tra cui l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, hanno evidenziato il ruolo dei lavoratori stranieri nei comparti maggiormente esposti al rischio di sfruttamento, la presenza di molteplici fattori di disuguaglianza sociale, il valore dei dati statistici nell’individuazione delle situazioni di fragilità e gli strumenti legislativi messi in campo per contrastare le forme di intermediazione illecita di manodopera.










