Le segreterie sindacali del CFVA replicano alle dichiarazioni dell’assessora dell’Ambiente e alla Giunta sulle criticità del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale della Sardegna
Egregio direttore, gentile redazione,
prendiamo atto delle dichiarazioni rilasciate dall’Assessora all’Ambiente, Rosanna Laconi, in merito alle criticità del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna, e riconosciamo l’impegno da lei profuso a favore degli enti ricompresi nella sua delega. Non possiamo tuttavia dire lo stesso per quanto riguarda il CFVA, che non rientra tra le competenze dell’Assessorato all’Ambiente ma dipende direttamente dalla Presidenza della Regione, e dunque dalla Presidente Alessandra Todde.
Proprio per questo ci saremmo aspettati un segnale forte e concreto da parte della Presidente nei confronti del Corpo. Se oggi vengono finalmente riconosciute le gravi criticità che da anni denunciamo, è doveroso ricordare che le responsabilità politiche ricadono innanzitutto su chi esercita la diretta funzione di indirizzo e coordinamento del CFVA. Ci saremmo attesi dalla Presidente Todde
un’iniziativa incisiva e una chiara assunzione di responsabilità, anziché lasciare che fosse un Assessore – pur meritevole per il lavoro svolto nell’ambito delle proprie competenze – a intervenire su una materia estranea alla propria delega diretta.
Il riconoscimento delle carenze di organico e l’annuncio di futuri concorsi arrivano dopo anni di progressivo depauperamento dell’organico del Corpo: una situazione nota da tempo, che avrebbe richiesto interventi straordinari e una visione politica più coraggiosa, non il semplice ricorso agli ordinari strumenti di reclutamento. Non è pertanto accettabile invocare la scusa di una situazione ereditata, perché laddove la Giunta ha voluto intervenire lo ha fatto con tempestività e sostanza: basti pensare alla riforma della Protezione civile regionale e al rinnovo del relativo parco macchine, con
l’acquisto di 100 nuovi mezzi tutti dotati di defibrillatore a bordo. Sarebbe stato altrettanto giusto rinnovare anche il parco macchine ormai obsoleto del CFVA, tenendo presente che i nostri mezzi non
hanno un impiego saltuario o stagionale, ma sono sul territorio ogni giorno: dotarli a loro volta di defibrillatore avrebbe garantito un presidio capillare e costante anche per le emergenze cardiologiche.
Va ricordato che il CFVA svolge in Sardegna le funzioni che, nelle Regioni a statuto ordinario, erano proprie dell’ex Corpo forestale dello Stato e che oggi sono esercitate, almeno in parte, dai Carabinieri Forestali. Il Corpo costituisce quindi un presidio essenziale per la tutela dell’ambiente, del patrimonio boschivo, della fauna, della legalità ambientale e della sicurezza del territorio. Proprio per la peculiarità e la strategicità di queste funzioni, la Regione avrebbe dovuto promuovere una forte iniziativa politica nei confronti del Governo affinché al CFVA fossero riconosciute le stesse deroghe assunzionali previste per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco e per le Forze di Polizia dello Stato: una scelta coerente con il ruolo quotidiano del Corpo e con le straordinarie esigenze operative di un
territorio fragile e complesso come quello sardo.
A destare ulteriore preoccupazione è l’andamento del concorso per Agenti del CFVA, che attualmente prevede l’assunzione di 96 unità a tempo indeterminato e forse altre 100 da assumere a tempo determinato, fatto mai visto nel CFVA a decorrere dalla primavera 2027, che comunque non assicurerebbe il ricambio e la la copertura dei numerosi pensionamenti in atto. Una procedura concorsuale, che avrebbe dovuto assicurare, al termine di tutte le prove e dell’accertamento dell’idoneità sanitaria, una graduatoria di almeno 600 idonei da avviare ai corsi di formazione sta invece mostrando tutti i suoi limiti: già al termine della sola prova scritta i candidati rimasti in corsa si attestano a meno di 500 unità, ben al di sotto del fabbisogno programmato. Il concorso è tuttavia ancora in corso, e la Regione ha il dovere di valutare ogni possibile intervento sulle fasi selettive residue, nel pieno rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e meritocrazia, affinché sia salvaguardato il maggior numero possibile di candidati in possesso dei requisiti richiesti. Non sarebbe accettabile che una procedura nata per fronteggiare una gravissima carenza di personale si concluda con un numero di idonei addirittura inferiore al fabbisogno minimo previsto. Ad oggi, però, né la Presidente né l’Assessora né la Giunta hanno chiarito quali iniziative intendano assumere per affrontare questa evidente criticità: un silenzio che rischia di compromettere l’obiettivo stesso del concorso e di lasciare ancora una volta il Corpo privo delle risorse umane indispensabili per garantire un servizio efficiente alla Sardegna.
Limitare il dibattito alla sola questione degli organici, per quanto gravissima, significherebbe però non cogliere la reale portata delle difficoltà che il CFVA affronta quotidianamente: mezzi insufficienti o obsoleti, dotazioni tecnologiche inadeguate, sedi che necessitano di interventi strutturali, carenze logistiche e operative che incidono direttamente sull’efficienza del servizio e sulla sicurezza del personale.
Non possiamo inoltre tacere le informazioni inesatte fornite alla stampa sulla vertenza pensionistica.
La Giunta parla di competenza esclusiva dello Stato in materia; in realtà, dalle nostre interlocuzioni dirette con la ministra del Lavoro, on. Marina Calderone, è emersa una concreta disponibilità ad avviare un dialogo istituzionale con la Presidenza e con la Giunta. Sta dunque al governo regionale attivare un tavolo Stato-Regione per individuare una soluzione che consenta la riforma e l’adeguamento del sistema previdenziale e pensionistico del CFVA, permettendo così il reclutamento di personale giovane, oggi quanto mai necessario.
Discutibile è anche la gestione delle risorse per le progressioni professionali del personale: la Giunta è stata solerte nel reperire quelle destinate al Comparto di contrattazione degli impiegati amministrativi, mentre alle donne e agli uomini del CFVA viene negato anche il parziale utilizzo di risorse già stanziate in bilancio per il Corpo, non utilizzate a suo tempo e quindi tuttora disponibili. Altrettanto insufficienti sono le risorse previste per la riclassificazione del personale del CFVA, considerato che le retribuzioni tabellari del personale del CFVA sono mediamente inferiori a quelle degli impiegati amministrativi.
Inoltre, la mancata concertazione con l’organo competente CORAN, oggi ARAN, non ha consentito di assicurare il servizio mensa nelle stazioni forestali, al pari dei colleghi degli uffici, nonostante le risorse siano state stanziate già dal 2025.
A tutto questo si aggiunge una costante sottovalutazione del ruolo del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, che continua a non ricevere il riconoscimento istituzionale che merita. Eppure, il CFVA rappresenta uno dei principali presidi di salvaguardia dell’ambiente della Sardegna, svolgendo quotidianamente attività di vigilanza, polizia giudiziaria ambientale, tutela della biodiversità, controllo del territorio, prevenzione del dissesto idrogeologico, e un ruolo determinante nel sistema regionale di
Protezione cCivile e nella lotta agli incendi boschivi.
Le donne e gli uomini del Corpo non chiedono privilegi: chiedono di poter svolgere il proprio servizio nelle condizioni che i cittadini sardi hanno il diritto di pretendere – organici adeguati, mezzi moderni, strutture efficienti e il pieno riconoscimento della funzione strategica che il CFVA esercita nell’interesse dell’intera collettività.
Oggi non bastano annunci di futuri concorsi. Occorrono scelte politiche coraggiose: occorre spiegare come si intenda portare a termine efficacemente il concorso già in corso, quali misure straordinarie si vogliano adottare per garantirne il successo, e quali iniziative concrete la Regione intenda, finalmente, mettere in campo per assicurare al Corpo organici adeguati, mezzi efficienti e la valorizzazione istituzionale che da troppo tempo attende.
In merito alla propaganda messa in atto in questi giorni, facciamo un invito alla commissione regionale con i vertici e i consiglieri regionali, di andare a visitare i reparti sul territorio per vedere la reale situazione.
La Sardegna merita un Corpo Forestale forte, moderno ed efficiente. Il personale del CFVA merita investimenti, rispetto e un’azione politica all’altezza delle responsabilità che quotidianamente si assume. La tutela dell’ambiente, la sicurezza del territorio, la protezione civile e la lotta agli incendi boschivi non possono più essere affidate esclusivamente al senso del dovere delle donne e degli uomini del Corpo. È tempo che la politica, a partire dalla Presidente della Regione, faccia finalmente la propria parte.
Le Segreterie Sindacali del CFVA
SAFOR UIL-FPL-CFVA FESAL-RAS
Ignazio Masala
Carmelo Prestileo
Gianluca Pinna
Marco Meloni










