Viaggio nell’universo fantastico ma anche ferocemente allegorico de “Le avventure di Pinocchio / Storia di un burattino” di Carlo Lorenzini (1826-1890), in arte Collodi, sotto le insegne del Festival Letterario Sanluri Legge 2026: s’intitola “Pinocchio: le metamorfosi di un mito, tra Collodi e i linguaggi del moderno” l’incontro in programma sabato 17 ottobre, alle 18.00, nella Biblioteca Comunale di Sanluri a cura del professor Pier Paolo Argiolas (docente di Lettere e referente del laboratorio teatrale al CPIA di Serramanna, già Cultore della Materia, assegnista e dottore di ricerca in Letteratura Comparata presso l’Università degli Studi di Cagliari), per una riflessione su un capolavoro della letteratura per ragazzi (e non solo), impreziosita dalle letture affidate alla voce di Francesca Urpi.
In occasione del bicentenario della nascita dell’eclettico giornalista e scrittore, umorista e critico teatrale nonché patriota fiorentino, la kermesse letteraria, giunta alla decima edizione, dedica un appuntamento alla figura del celebre “burattino”, divenuto un archetipo dell’immaginario, attraverso le molteplici interpretazioni simboliche, esoteriche, filosofiche e psicanalitiche del personaggio che “incarna” l’innocenza e l’irrequietezza dell’infanzia e la metamorfosi adolescenza, la disubbidienza ma anche l’aspirazione alla bontà se non ad un’inarrivabile perfezione, e pure la tendenza a cedere alle tentazioni e la fragilità della natura umana.
Il professor Pier Paolo Argiolas propone «una rilettura critica del capolavoro di Carlo Collodi, a partire dalla complessa figura del suo autore: Carlo Lorenzini è stato un intellettuale ed artista eclettico, vivace e profondamente anticonformista, ben lontano dall’immagine del pedagogo tradizionale; questa sua natura irrequieta si riflette direttamente nella struttura narrativa e nella genesi tormentata delle “Avventure di Pinocchio” – sottolinea il docente e studioso, già autore di articoli e saggi “a tema” -. L’analisi del testo evidenzia la netta frattura strutturale, formale e concettuale tra le due macro-sezioni dell’opera: la prima parte (Capitoli I–XV) riflette la fase originaria, cupa e anarchica, che si chiude tragicamente con l’impiccagione del burattino; la seconda parte (Capitoli XVI–XXXVI) rappresenta il seguito, scritto “a furor di popolo”, che trasforma il racconto in un percorso di formazione e moralizzazione».











