La strada verso il benessere e l’inclusione passa per la terra: la cura del verde si consolida come strumento terapeutico e si integra con la medicina tradizionale per migliorare la qualità della vita delle persone fragili. Venerdì 30 ottobre l’azienda agricola Abitare con il verde di Paola Cannas a Quartucciu, in località San Gaetano, ospita il convegno intitolato Territorio, salute e inclusione: il valore dell’ortoterapia, un momento di confronto promosso dall’associazione La voce delle piante in collaborazione con Ifold Formazione e ricerca, con il sostegno di Coldiretti e del Distretto Rurale Sant’Isidoro e il contributo finanziario della Fondazione di Sardegna.
L’iniziativa riprende il percorso avviato negli anni scorsi per dare struttura a una pratica che unisce la scienza agronomica alle discipline mediche e sociali, ponendo al centro la persona e la necessità di una legge nazionale che regolarizzi la professione e l’efficacia dei trattamenti.
L’appuntamento è per le ore 9 con i saluti istituzionali affidati al presidente del Distretto Rurale Sant’Isidoro Carlo Secci e al direttore della Federazione provinciale Coldiretti Cagliari Giuseppe Casu, per poi entrare nel vivo delle applicazioni pratiche e scientifiche con gli interventi dell’agronoma ortoterapeuta Ania Balducci e dell’architetto specializzata in giardini terapeutici Monica Botta.
Il momento politico e istituzionale della giornata troverà spazio nella tavola rotonda delle ore 12.00, momento in cui parlamentari, rappresentanti regionali del mondo sanitario e istituzionale, tra cui i deputati Salvatore Deidda e Francesca Ghirra, il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, insieme ai vertici di Coldiretti, si confronteranno sulla proposta di inserire l’ortoterapia all’interno di un quadro normativo chiaro e strutturato, capace di equipararla ad altre terapie complementari già riconosciute. Come sottolineato dagli organizzatori e dai referenti di Coldiretti presenti all’incontro, tra cui il consigliere Elisio Perra e il presidente provinciale Giorgio Efisio Demurtas, l’obiettivo è farsi promotori di un’istanza che non guarda soltanto al benessere psicofisico e alla riabilitazione dei soggetti con disabilità o disagio sociale, ma punta alla valorizzazione della multifunzionalità agricola e alla creazione di percorsi formativi certificati per gli operatori del settore.
La sessione pomeridiana, arricchita da esperienze sul campo, approfondimenti sulla formazione e visite guidate all’ortogiardino con i partecipanti al progetto COC (la Cura dell’Orto che Cura), testimonierà come le attività all’aperto sappiano offrire risposte concrete in termini di inclusione lavorativa e rigenerazione personale.











