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Home Politica

A colloquio con Sara Canu, consigliera regionale dei Riformatori sardi

16 Febbraio 2021
in Politica
Reading Time: 3 mins read
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A colloquio con Sara Canu, consigliera regionale dei Riformatori sardi
Per la rubrica “A colloquio con…” abbiamo posto alcune domande alla consigliera regionale dei Riformatori sardi, Sara Canu.
Qual è il suo bilancio, sino a questo momento, della Giunta Solinas?
«Possiamo dire che questa legislatura si è trovata quasi da subito a gestire oltre alle questioni “ordinarie”, anche quelle straordinarie, in virtù dell’inaspettata ed imprevedibile crisi sanitaria di portata mondiale, partita da Wuhan nel 2019 con la comparsa del virus Covid-19 che ha condizionato e condiziona le scelte politiche dell’intero pianeta. In questo scenario così instabile, tutti gli sforzi messi in campo dalla politica regionale sono stati mirati a far fronte alle nuove molteplici emergenze, a partire da quella sanitaria che si è ripercossa pesantemente sull’economia con gravi ricadute sul tessuto produttivo, settore turistico, commercio, artigianato a causa delle misure ristrettive poste in campo per arginare il propagarsi del virus. Abbiamo posto in campo misure regionali come il Fondo (R)esisto a sostegno di imprese e lavoratori e salvaguardare i livelli occupazionali e incrementato di oltre 50 milioni il ‘fondo emergenza imprese’, tutte misure dettate dalla necessità di stare vicino a chi è stato particolarmente colpito dalla crisi.»
La Sardegna non è rimasta immune dall’emergenza sanitaria legata al Coronavirus. Secondo lei è stata gestita bene?
«Nella prima ondata, fino alla primavera 2020, tutti i sacrifici imposti dall’emergenza tra cui il look down tra i mesi di febbraio e maggio sono stati efficaci, tant’è che nei mesi estivi la curva si è appiattita rendendo la regione Covid-free. La seconda ondata, anche a causa della riapertura dei trasporti aereo navali, ha consentito il rientro del virus nell’isola e in seguito anche alle varianti che si sono susseguite la situazione si è complicata a livello globale senza eccezione. Grazie all’utilizzo di varie terapie, come anticorpi monoclonali, recentemente autorizzata dall’Aifa anche in Italia, plasma iper immune e la discesa in campo dei vaccini sono ottimista che si riuscirà a circoscrivere in tempi previ il dilagare di questo flagello.»
Parliamo di una vostra battaglia: i nuraghi patrimonio dell’Unesco. A che punto siamo?
«Il 31 marzo 2021 avremo una prima risposta dalla commissione Nazionale di Roma. Se la risposta sarà positiva, come ci auguriamo, il verdetto passerà alla commissione internazionale di Parigi per entrare a far parte del patrimonio dell’umanità. Un lavoro immenso che sta coinvolgendo tutta la società sarda, la politica all’unanimità sostiene il nostro progetto e siamo ormai alla totalità dei comuni che hanno votato a favore della mozione. Iniziativa sostenuta dalle università con i rettori di Cagliari e Sassari, dal DAS e CRS4, il modo delle imprese, le camere di commercio, i vescovi, civiltà cattolica, il Fai, il Fasi, ne cito alcune ma la platea è molto vasta ed è destinata ad allargarsi. Mai come in questa importante iniziativa si è vista tanta unità d’intenti e collaborazione al fine di raggiungere il traguardo prestigioso che darà una nuova immagine dell’isola nel mondo, non sarà solo apprezzata per il mare cristallino ma valorizzata per le peculiarità che la contraddistinguono nella storia, con l’immenso patrimonio nuragico e prenuragico valorizzato che potrebbe fare da propulsore della ripresa post Covid.»
Ci spieghi la ragione che l’hanno portata a lasciare la Lega per approdare ai Riformatori sardi.
«L’amore incondizionato per la mia regione ed il mio popolo mi ha spinto verso un partito regionale con il quale portare avanti progetti importanti e la necessità di mettere al primo posto le esigenze territoriali locali, trovando nei Riformatori rispondenza d’intenti e capacità d’azione. Per me al primo posto vengono i Sardi e la Sardegna.»
L’insularità in costituzione. Obiettivo possibile?
«Tra questi progetti importanti vi è l’ambizione molto realistica di vedere riconosciuto a livello nazionale ed europeo il principio d’Insularità. Sono fiduciosa sul reinserimento in costituzione di tale principio, dopo essere stato già approvato in commissione affari costituzionali del Senato, ed è già stata presentata la richiesta dal presidente della commissione Insularità Michele Cossa, dal presidente del consiglio Michele Pais e supportata da tutti i consiglieri regionali e politici sardi, rivolta al nuovo governo Draghi affinché in tempi brevi la proposta ottenga l’ approvazione dalle camere.»

Antonio Caria

Tags: Antonio CariaMichele CossaMichele PaisSara Canu
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