«Il declassamento dell’Ospedale Marino non rappresenta un semplice allarme lanciato al vento, ma un fatto concreto che oggi emerge con sempre maggiore evidenza.»
La denuncia arriva dal presidente della Commissione consiliare della Sanità del comune di Alghero, Christian Mulas, che in una nota sottolinea come «le problematiche ancora irrisolte dell’Ospedale Marino sono numerose e riguardano aspetti fondamentali dell’assistenza sanitaria del territorio. A partire dallo spostamento del SERD e dal rischio concreto di trasferire anche la postazione del 118 in altre zone, fino alle criticità legate alle due sale operatorie già finanziate ma i cui lavori risultano ancora fermi».
«A questo si aggiunge la situazione del reparto di riabilitazione, che continua a soffrire per la carenza di presìdi, medici e fisioterapisti, compromettendo servizi essenziali per i pazienti – prosegue Christian Mulas -. Particolarmente grave appare poi la situazione del reparto di Ortopedia, un reparto che negli ultimi quattro anni aveva portato la chirurgia ortopedica a livelli di eccellenza grazie al numero elevato di interventi di protesi effettuati. Oggi, invece, per una scelta politica o forse per un preciso disegno politico l’Ortopedia è stata progressivamente declassata.»
«La volontà politica che emerge è quella di trasferire la sala gessi e il reparto di Ortopedia all’Ospedale civile, in quello che appare come un salto nel buio, senza alcuna visione chiara sul futuro dell’Ospedale Marino – conclude Christian Mulas -. Da anni ho portato avanti una battaglia chiara come presidente della commissione consiliare sanità: la sanità non deve diventare un terreno di guerra politica. La sanità deve unire le istituzioni, perché i cittadini non possono continuare a pagare le conseguenze di scelte scellerate e di decisioni calate dall’alto da parte di chi governa. Occorre fermarsi subito, aprire un confronto serio con il territorio e l’Amministrazione, con gli operatori sanitari e con i cittadini, prima che l’Ospedale Marino venga definitivamente svuotato della sua funzione strategica per la città e per tutta l’area del nord-ovest della Sardegna.»
Antonio Caria









