A un mese e mezzo dall’avvio della Campagna antincendio boschivo 2026, il Sistema regionale AIB opera ormai a pieno regime: il dispositivo terrestre è pienamente dispiegato fin dal mese di giugno e, dal 1° luglio, anche la componente aerea è pienamente operativa con l’impiego dei 12 elicotteri della flotta aerea regionale, tra i quali due elicotteri pesanti Super Puma, e dei mezzi della flotta aerea antincendio dello Stato, costituiti da tre Canadair e da due elicotteri pesanti AW139 dell’Esercito Italiano e dell’Aeronautica Militare.
I dati del consuntivo aggiornati al 16 luglio 2026, pur essendo ancora inevitabilmente parziali, restituiscono un primo elemento incoraggiante: la superficie boschiva percorsa dal fuoco è, allo stato attuale, significativamente inferiore rispetto allo scorso anno, nonostante il numero degli incendi sia aumentato (1.185 contro 1.076) e la superficie complessivamente percorsa dal fuoco si mantenga ben al di sopra della media del periodo 2014-2025 (5.718 ettari, +25%). Sono infatti 212 gli ettari di bosco percorsi dal fuoco, contro i 709 ettari registrati nel 2025.
Si tratta, tuttavia, di un dato che deve essere letto con la massima prudenza. La campagna AIB è ancora nella sua fase più delicata e le condizioni meteorologiche di queste settimane continuano a mantenere elevatissimo il livello di rischio.
Con la deliberazione approvata mercoledì scorso dalla Giunta regionale si è inoltre concluso l’aggiornamento del Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi (PRAI) 2026-2028, mediante l’integrazione dei Piani ripartimentali del Corpo forestale e degli altri strumenti operativi del Sistema AIB, senza che vi sia stata alcuna interruzione delle attività di prevenzione, presidio del territorio e lotta attiva agli incendi.
C’è tuttavia un dato che merita di essere ricordato ogni volta che si parla di incendi boschivi. Le alte temperature, il vento e la siccità possono rendere più rapida e devastante la propagazione del fuoco, ma non lo innescano. A provocare gli incendi, nella stragrande maggioranza dei casi, è l’azione dell’uomo. È questa la conclusione cui giungono, con impressionante continuità da decenni, le indagini del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.
Lo conferma anche il Rapporto consuntivo 2025 sulle cause e sugli autori degli incendi boschivi in Sardegna, illustrato al termine della campagna AIB 2025, che evidenzia un quadro sostanzialmente immutato nel tempo e già emerso nei rapporti degli anni precedenti: gli incendi boschivi sono, nella quasi totalità dei casi, il risultato di comportamenti umani.
Negli ultimi cinque anni il Corpo forestale ha ricondotto centinaia di incendi a comportamenti colposi e dolosi. Tra le principali cause colpose figurano l’utilizzo imprudente di apparecchi meccanici, elettrici o a fiamma, gli abbruciamenti abusivi di stoppie, la mancata bonifica dei fuochi accesi nelle campagne, la carente manutenzione degli elettrodotti e altre gravi forme di negligenza.
Ancora più significativo è il quadro delle cause dolose, che restituisce l’immagine di un fenomeno criminale tutt’altro che occasionale. Le indagini documentano incendi appiccati per conflitti tra privati, controversie legate al pascolo, piromania, intimidazioni, ritorsioni e altri interessi illeciti. A questi si aggiunge un numero ancora consistente di incendi certamente dolosi per i quali non è stato possibile individuare il movente specifico, a conferma della complessità investigativa del fenomeno.
Le analisi storiche evidenziano come, pur registrandosi nel tempo una graduale riduzione degli incendi di origine dolosa, questi continuino a rappresentare la componente prevalente delle cause accertate. Il fenomeno, dunque, evolve nel tempo ma non nella sua natura: gli incendi boschivi continuano a essere, prima di tutto, un problema di responsabilità umana.
«Ogni estate si parla, giustamente, di ondate di calore, vento e siccità. Ma non dobbiamo mai dimenticare una verità fondamentale – afferma l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi -: il caldo non provoca gli incendi. Il vento non li provoca. La siccità non li provoca. Questi fattori possono renderli più rapidi nella propagazione, più estesi e più difficili da spegnere, ma non ne sono la causa. Nella quasi totalità dei casi gli incendi hanno origine da un comportamento umano, doloso o gravemente imprudente. È questa la vera emergenza sulla quale dobbiamo continuare a concentrare ogni sforzo, attraverso la prevenzione, i controlli e la diffusione della cultura della responsabilità.»
Il comandante del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Gianluca Cocco, evidenzia come l’attività investigativa rappresenti uno dei pilastri della strategia regionale di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi. «Ogni incendio viene affrontato come una scena del crimine. L’attività investigativa del Corpo forestale non è finalizzata soltanto all’individuazione dei responsabili, ma costituisce uno strumento fondamentale per comprendere il fenomeno, analizzarne le cause e orientare con sempre maggiore efficacia le strategie di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio. È grazie a questo patrimonio di conoscenze, costruito in decenni di indagini, che oggi possiamo affermare con certezza che gli incendi boschivi in Sardegna non sono un evento naturale, ma, nella quasi totalità dei casi, la conseguenza di un comportamento umano.»
Il Comandante ricorda inoltre che l’approvazione dell’aggiornamento del Piano ripartimentale antincendio (PRAI) non ha determinato alcuna soluzione di continuità nell’operatività del Sistema regionale antincendio.
«I Piani ripartimentali vigenti hanno continuato a garantire la piena operatività del dispositivo sino all’approvazione dell’aggiornamento deliberato mercoledì scorso dalla Giunta regionale. Il Sistema AIB non ha mai interrotto la propria attività e continuerà ad assicurare ogni giorno il presidio del territorio. Tuttavia, nessun dispositivo, per quanto efficiente e capillare, potrà mai sostituire il senso di responsabilità di ciascun cittadino. La più efficace forma di prevenzione resta il comportamento di ognuno di noi», ha detto ancora il comandante del Corpo forestale.











