«Ancora una volta sono stati altri organi dello Stato – ieri il Consiglio di Stato e oggi il TAR Sardegna – a bloccare il massacro di bovini sani, appartenenti a mandrie sede di focolaio e persino vaccinati. La Regione Sardegna, invece, non ha mosso un dito per tutelare i propri allevatori, lasciandoli soli ad affrontare una situazione drammatica e ingiusta.»
Lo scrive, in una nota, il Centro Studi Agricoli.
«Come Centro Studi Agricoli – dichiara il presidente Tore Piana – la nostra posizione è sempre stata chiara: siamo contrari agli abbattimenti indiscriminati e riteniamo che in questi casi la Regione avrebbe dovuto chiedere deroghe ai regolamenti comunitari, come previsto in situazioni particolari. Qui, invece, sembra quasi che l’amministrazione regionale si comporti come un avversario degli allevatori, anziché un loro alleato.»
Il Centro Studi Agricoli chiede alla presidente Alessandra Todde e agli assessori regionali dell’Agricoltura e della Sanità di intervenire subito con atti formali per bloccare definitivamente gli abbattimenti e rispettare le decisioni della magistratura amministrativa, in attesa delle sentenze definitive , evitando che gli allevatori siano costretti a spendere ingenti somme in ricorsi legali per difendere il proprio lavoro e il proprio patrimonio.
«La Regione – conclude Tore Piana – deve finalmente schierarsi dalla parte degli allevatori, mettendo fine a questa ingiustizia e garantendo che non un solo capo sano venga abbattuto.»