Nella giornata odierna, nel comune di Orosei, nell’area della pineta di “Su Petrosu – Su Barone”, sottoposta a molteplici vincoli paesaggistici e ambientali, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura della Repubblica di Nuoro, il personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale di Nuoro, con il supporto dei Carabinieri del Comando di Siniscola e della Polizia di Stato, ha proceduto al sequestro preventivo dell’area della pineta di Su Barone, ad eccezione delle piste e degli stalli a suo tempo autorizzati per la sosta degli autoveicoli secondo quanto previsto dal vigente Piano di Utilizzazione dei Litorali (PUL) e dalla relativa variante.
«Il provvedimento si è reso necessario a seguito del mancato rispetto del limite massimo di accessi fissato in 180 veicoli, corrispondente al numero di stalli a suo tempo appositamente predisposti e previsto dalle prescrizioni contenute nel PUL e negli atti autorizzativi. L’omesso controllo del numero degli ingressi e del corretto posizionamento dei veicoli ha consentito, di fatto, il parcheggio indiscriminato all’interno della pineta, con conseguente gravissima, e forse irreversibile, compromissione del sito, sottoposto a tutela in quanto area di elevato pregio ambientale – si legge in una nota del Corpo forestale -.
Le condotte accertate, inoltre, sono in piena e flagrante violazione delle prescrizioni regionali antincendio, che vietano espressamente la sosta nei suoli forestali e nelle aree boscate. La presenza di un numero di veicoli nettamente superiore a quello consentito, distribuiti in modo incontrollato all’interno dell’area forestale, determina infatti un significativo incremento del rischio di innesco e propagazione di incendi boschivi. Ma, soprattutto, tale situazione assume particolare gravità considerate le attuali condizioni climatiche, caratterizzate da temperature eccezionalmente elevate e da un marcato grado di disidratazione della vegetazione: queste condizioni non solo aumentano enormemente il rischio di incendi, ma espongono un numero elevatissimo di persone a un enorme pericolo, dato che è facilmente prevedibile che un eventuale improvviso esodo di un numero così cospicuo di veicoli (circa 700-800) guidati da persone in preda al panico, ammassati sotto agli alberi senza alcun criterio e senza alcuna via di fuga, avrebbe sicuramente delle conseguenze a dir poco catastrofiche, anche e soprattutto in termini di perdita di vite umane, perché le operazioni di evacuazione e di soccorso verrebbero ostacolate pesantemente, e sarebbero praticamente impossibili – conclude la nota del Corpo forestale -. Il procedimento penale nei confronti delle persone ritenute (allo stato e sulla base degli elementi attualmente acquisiti) responsabili delle suddette condotte illecite è tuttora pendente nella fase delle indagini preliminari, e quindi la loro effettiva responsabilità sarà vagliata nel corso del successivo processo, ove non si escludono ulteriori sviluppi investigativi e probatori, anche in loro favore.»









