A Sassari nasce il Centro per il contemporaneo (CXC), un centro permanente dedicato alla produzione, alla ricerca e alla diffusione della cultura contemporanea nel Nrd della Sardegna. Il progetto è firmato da 5 associazioni che, in controtendenza rispetto all’individualismo predominante (non solo) nel mondo della cultura, hanno deciso di condividere risorse, finanziamenti, reti di collaborazioni nazionali ed europee e, soprattutto, competenze maturate negli anni in diversi ambiti artistici – teatro, danza, performance, musica, letteratura, arti visive – per creare un’organizzazione culturale pronta a trasformarsi in un volano di investimento, promozione e sviluppo territoriale.
Le associazioni che compongono il Centro per il Contemporaneo sono Meridiano Zero (Sassari), impegnata dal 1995 nella ricerca teatrale contemporanea e nella formazione artistica, organizzatrice di rassegne di teatro capaci di innescare il confronto tra arti, cittadinanza e coscienza civile; S’ALA Produzione (Sassari) lavora nel campo delle arti performative, con una particolare attenzione alla ricerca coreografica e alla relazione tra pratica artistica, luoghi e comunità; SHIP (Sassari) promuove attraverso la musica, il teatro e la ricerca processi di rigenerazione culturale e partecipazione attiva sui temi dell’identità, della marginalità e del bene pubblico; Iconica Selvatica (Osilo) intreccia arti performative, pedagogia ed ecologia nello sviluppo di pratiche relazionali e partecipative orientate alla costruzione di comunità inclusive, con particolare attenzione alle aree rurali e marginali; 222 (Alghero) dal 2017 sviluppa attività multidisciplinari per la formazione e la valorizzazione di artisti e artiste emergenti, con particolare attenzione ai linguaggi contemporanei e ai nuovi media. Le associazioni del Centro per il Contemporaneo sono sostenute e finanziate da RAS – Regione Autonoma della Sardegna, Sardegna Turismo, Fondazione di Sardegna e comune di Sassari.
Il Centro per il Contemporaneo «è il risultato di anni di solidarietà nei progetti, di programmazioni e spazi condivisi, di confronto e supporto reciproco umano, artistico e operativo» dicono i fondatori. Nella loro visione, condividere esperienze e conoscenze è prima di tutto un modo per «rendere migliori e rinnovare i luoghi in cui si vive e si opera», mentre «tenere insieme un proposito comune non è un compromesso ma una spinta all’ascolto e un punto di forza per immaginare al di là delle proprie conoscenze e capacità».









