“Migrantes”, opera prima del maturo Mario Ignazio Fenu, è un viaggio di ricerca familiare e storia sociale per narrare e dare volto alle vicende dei suoi cari, principalmente il nonno Giovanni (1874-1950) e lo zio Antonio (1923-1989). I due, rappresentativi di una sorte che accomuna tanti sardi, sono spinti all’abbandono della propria terra e comunità, in questo caso Oliena, per realizzare un’esistenza in Argentina e con l’immigrazione interna a Milano. Esemplari e significative vicende di emigrazione che – scrive la prefatrice Lucia Becchere – «benché in tempi, luoghi e finalità differenti, le loro storie s’intersecano e raccontano scelte che avrebbero orientato, in un modo o nell’altro, tutta la famiglia».
I flussi migratori sardi, nelle storiche Province Unite del Rio de la Plata, si individuano principalmente verso la fine dell’Ottocento e nell’immediato alle due guerre mondiali – interessando complessivamente diversi centri delle aree isolane – per le attrattive opportunità lavorative offerte dal paese sudamericano. La storia migratoria di nonno Giovanni, durata sette anni e determinata dalla volontà di creare un domani migliore alla famiglia, si caratterizza come una profonda esperienza umana e nell’abilità formativa di allevatore e domatore di cavalli. Gli episodi della sua vita in Argentina saranno argomento narrativo familiare condiviso e di attenzione da parte dei nipotini.
L’altro protagonista è Antonio Fenu, figura di emigrato culturale che da Oliena raggiunge Milano, cogliendo l’opportunità offerta da un annuncio in un giornale, per lavorare presso la prestigiosa e storica casa editrice “Sestanti”. Antonio rivela qualità non comuni e volontà di affermazione; l’impegno iniziale di promotore commerciale lo porterà a diventare programmatore e divulgatore di opere scolastiche, fino a costituire la Casa Editrice Antonio Fenu, con sede milanese e rappresentanze a Roma, Cagliari e Palermo. S’impone come autore di testi scolastici, realizza la monumentale enciclopedia “Le fonti del sapere” e la “Bibbia” illustrata dal pittore Marino Ferrari. È particolarmente attento alla valorizzazione di significative insegnanti elementari e docenti sardi “dispensatori di conoscenza”, per cui istituisce il premio “Una vita per la scuola”. Il nipote Mario Fenu, lo ricorda come seminatore di idealità e stimolatore “a studiare, ad acquisire competenze” ed impossessarsi di preparazione culturale e “avere un ruolo distinto nella società”.
A introdurre la presentazione del volume, tenutasi all’Auditorium Biblioteca “Sebastiano Satta” di Nuoro, è stata la presidente del Rotary Club Nuoro dott.ssa Antonella Tatti che, con coinvolgente sensibilità, ha sottolineato in riflessioni l’attualità del termine “migrantes” nella realtà socio-economica italiana, considerando i valori di integrazione e accoglienza per un mondo che si è da sempre sviluppato, rinnovato e cresciuto nel contributo delle migrazioni.
La prefatrice e scrittrice Lucia Becchere ha ripercorso la genesi del volume – scritto dal Fenu in un forzato periodo di immobilità – ed evidenziato il messaggio di esperienze e valori che i due emigrati hanno profuso costantemente nella crescita familiare e sociale. Tutta la narrazione è ricca di aneddoti e riferimenti alla vita nuorese, popolata da letterati, artisti, avvocati e da tanti illuminati “capitani d’industria” e titolari di rinomate attività commerciali in una città di fermenti economici ed intellettuali.
Gli interventi hanno fatto rilevare la fondamentale importanza dell’ascensore sociale, rappresentato dallo studio, per migliorare la condizione personale ed economica delle famiglie. La narrazione, incentrata principalmente sulle due figure protagoniste del nonno e zio, si riannoda a una storia complessiva e al racconto esistenziale e di trainante istruzione sviluppato dallo stesso autore.
Cristoforo Puddu
















