Venerdì 8 maggio 2026, alle 10.30, al secondo piano dell’Assessorato della Pubblica Istruzione e Cultura, in viale Trieste 186 a Cagliari, sarà presentata alla stampa la partecipazione della Sardegna alla XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma al Lingotto dal 14 al 18 maggio 2026.
A illustrare visione, contenuti e programma saranno l’assessora regionale della Pubblica Istruzione e Cultura, Ilaria Portas, e la presidente dell’Associazione Editori Sardi, Simonetta Castia, che guideranno la conferenza stampa e presenteranno ufficialmente il progetto con cui l’isola si prepara a raggiungere Torino.
La presenza della Sardegna al Salone nasce dalla collaborazione tra la Regione Autonoma della Sardegna e l’AES e si inserisce in un anno di particolare rilievo culturale: il centenario del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, il riconoscimento delle Domus de Janas come patrimonio dell’UNESCO e, a prova della vivacità imprenditoriale dell’editoria sarda, i quarant’anni dell’Associazione Editori Sardi, fondata nel 1986.
Con 47 appuntamenti, 33 case editrici associate e 4 marchi editoriali, la Sardegna porterà al Salone un racconto corale che attraversa letteratura, archeologia, storia, lingua, musica, memoria, ricerca e nuove tecnologie. Il focus scelto per il 2026, “La volta dipinta di stelle”, nasce da un’immagine della novella L’anellino d’argento di Grazia Deledda e dialoga con il tema del Salone, “Il mondo salvato dai ragazzini”, unendo lo sguardo delle nuove generazioni alla profondità storica e culturale dell’isola.
Il programma dello Spazio Sardegna sarà articolato in cinque giornate e in diverse sezioni tematiche: il riconoscimento UNESCO delle Domus de Janas, il centenario deleddiano, la saggistica e la narrativa sarda, i luoghi e i personaggi dell’isola, i laboratori per ragazzi. Accanto alla programmazione regionale, l’AES sarà presente con un proprio stand e con iniziative dedicate al festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, ai mestieri dell’editoria, alla bibliodiversità e al ruolo delle imprese editoriali territoriali.
La partecipazione al Salone conferma l’editoria sarda come presidio culturale, civile ed economico, un settore che produce libri, sostiene lavoro e impresa, promuove conoscenza e rende il patrimonio dell’isola più accessibile, consapevole e condiviso.










