Il rapporto tra vino, turismo e comunicazione è stato al centro di Vite, viaggi, voci. Il vino di Sardegna che cambia, il convegno che si è svolto sabato 7 novembre a Palazzo Boyl, a Milis, con il patrocinio dell’Università di Cagliari. Gli interventi UniCa hanno esaminato come i vini sardi entrino nell’esperienza di viaggio, attraverso i dati sui visitatori, l’offerta delle cantine e i racconti pubblicati online.
L’incontro si è inserito nella trentasettesima Rassegna dei vini di Sardegna, organizzata dal Comune e dalla Pro Loco di Milis per il 7 e l’8 novembre. La manifestazione è dedicata ai vini novelli, biologici e del territorio, con un programma di due giorni che comprende degustazioni guidate, artigianato, appuntamenti di cucina e visite al patrimonio locale.
Ad aprire il convegno sono stati i saluti istituzionali di Monica Ortu, sindaca di Milis, di Marika Ortu, consigliera della Pro Loco di Milis, e di Francesco Mola, Rettore dell’Università di Cagliari, che ha colto l’occasione per raccontare il lavoro messo in campo da UniCa per sostenere lo sviluppo del territorio sardo.
«Ho impostato il mio mandato di Rettore – ha detto Francesco Mola – su una convinzione: le università di Cagliari e di Sassari devono essere università di tutto il territorio della Sardegna. È solo attraverso un lavoro sui territori che possiamo contribuire infatti a contrastare lo spopolamento e proprio per questo stiamo cercando di individuare specializzazioni che offrano opportunità di crescita realistiche, coerenti con le caratteristiche e le possibilità delle diverse realtà locali.
L’Università di Cagliari, assieme a quella di Sassari, investe già da molti anni nella sua sede dell’Oristanese, in particolare sugli ambiti del turismo sostenibile e della costruzione delle destinazioni. Nella stessa direzione va tutto il lavoro messo in campo in questi ultimi anni per costruire un percorso di ingegneria mineraria nell’Iglesiente e per sostenere la zona dell’Olbiese sui temi dell’aeronautica e della nautica, con l’obiettivo di costruire opportunità di formazione e di sviluppo davvero legate alle caratteristiche dei territori.»
Luca Mercenaro, professore associato del dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, ha aperto i lavori scientifici con una presentazione introduttiva, che ha ripercorso le origini della viticoltura sarda e le trasformazioni del vigneto isolano.
Con la presentazione “Le cantine, il vino e i viaggi” si è passati invece al tema della costruzione dei percorsi turistici legati al vino. Giulia Contu, professoressa associata di Statistica, e Andrea Carta, ricercatore postdoc in Statistica, entrambi del dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’Università di Cagliari, hanno incrociato una mappatura di 332 cantine con i dati sul turismo e sulle ricerche online.
Il rapporto con i visitatori passa anche dal modo in cui il vino viene conosciuto e raccontato. In “Il vino in parole” Marco Ortu, ricercatore di Statistica presso il dipartimento di Scienze economiche e aziendali, ha affrontato questa dimensione attraverso l’analisi dei testi: il confronto tra recensioni della critica e dei consumatori, conversazioni sui social e testimonianze dei viaggiatori rende possibile distinguere l’apprezzamento del prodotto dalla sua visibilità. Nei testi esaminati, i vini sardi ricevono giudizi favorevoli dalla critica, mentre nelle conversazioni online ricorrono soprattutto i nomi più comuni, quelli del Cannonau e del Vermentino, con una presenza più limitata di altre denominazioni.
A queste riflessioni si collega l’opportunità di costruire itinerari nel territorio. La mappatura di Contu e Carta segnala infatti siti archeologici e musei vicino a molte cantine: percorsi culturali e visite alle aziende potrebbero essere progettati insieme. Per un appuntamento autunnale come quello di Milis, il coordinamento con l’ospitalità e con le altre attività locali diventa così parte del lavoro necessario a proporre esperienze accessibili anche fuori dai mesi estivi.










