Allo sportello bancario le piccole imprese conoscono bene una legge non scritta, la stessa che si osserva alla pompa di benzina: i costi sono rapidi a salire e lenti a scendere. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA su dati Banca d’Italia relativi ai tassi applicati ai finanziamenti alle imprese al 31 dicembre 2025, che CNA Sardegna rilancia guardando alla condizione specifica delle imprese isolane, comprese nell’area statistica Sud e Isole.
Il dato più evidente riguarda la dimensione del prestito: a parità di finalità, il denaro costa molto di più a chi chiede meno. Una distorsione che, unita al divario territoriale a sfavore del Mezzogiorno e delle Isole, rischia di trasformare il credito da leva di crescita a fattore di selezione, proprio per artigiani e piccole imprese che rappresentano l’ossatura del tessuto produttivo sardo.
I punti chiave
Il piccolo credito costa di più: per la liquidità fino a 50mila euro il tasso medio nazionale è dell’8,73%, quasi due volte e mezzo quello applicato alle operazioni oltre 1 milione di euro (3,54%)
Il divario territoriale: la Sardegna rientra nell’area Sud e Isole, dove il tasso sulla liquidità fino a 50mila euro sale al 9,55%, contro l’8,23% del Nord-Est: 1,32 punti di differenza
Anche gli investimenti pesano: per i finanziamenti fino a 50mila euro destinati a investimenti il tasso è del 6,08%, contro il 3,58% delle operazioni oltre 1 milione (2,50 punti di differenziale)
Il costo del denaro nel Mezzogiorno: sugli investimenti il tasso medio nell’area Sud e Isole arriva al 4,54%, contro il 3,76% del Nord-Est
La richiesta di CNA Sardegna: garanzie pubbliche più efficaci, pieno sostegno ai Confidi, criteri di valutazione più attenti alla qualità dell’impresa e procedure più semplici e rapide.
1. Il piccolo credito costa di più: il confronto per importo
Per i finanziamenti destinati agli investimenti il tasso medio nazionale si attesta al 3,96%, ma varia in modo significativo in base all’importo: si passa dal 3,58% delle operazioni superiori a un milione di euro al 6,08% dei finanziamenti fino a 50mila euro, con un differenziale di 2,50 punti percentuali.
Il quadro è ancora più marcato sui prestiti per esigenze di liquidità, la tipologia più diffusa tra le micro e piccole imprese per pagare fornitori o sostenere una fase di tensione di cassa: il tasso medio nazionale è del 4,95%, ma per le operazioni fino a 50mila euro raggiunge l’8,73%, contro il 3,54% dei finanziamenti oltre un milione. Il differenziale, pari a 5,19 punti percentuali, è più del doppio rispetto a quello registrato sugli investimenti.
Tipologia di credito
Tasso medio nazionale: Investimenti 3,96% – Liquidità 4,95%
Prestiti fino a 50mila €: Investimenti 6,08% – Liquidità 8,73%
Prestiti oltre 1 milione: Investimenti 6,08% – Liquidità 8,73%
Differenziale: Investimenti 2,50% – Liquidità 5,19%.
Fonte: elaborazioni CNA su dati Banca d’Italia, valori al 31 dicembre 2025.
2. Il divario territoriale: la Sardegna nell’area più penalizzata
Al differenziale dimensionale si somma quello territoriale, che colloca la Sardegna, insieme al resto del Mezzogiorno e delle Isole, nell’area sistematicamente più penalizzata dal costo del credito. Sugli investimenti il tasso medio nell’area Sud e Isole arriva al 4,54%, contro il 3,76% del Nord-Est: un divario di 0,78 punti che sale a 0,43 punti se si guarda ai soli finanziamenti fino a 50mila euro (6,30% contro 5,87%).
Il divario si allarga ulteriormente sulla liquidità: il tasso medio nell’area Sud e Isole è del 5,83%, contro il 4,56% del Nord-Est (1,27 punti), mentre per le operazioni fino a 50mila euro si arriva al 9,55%, contro l’8,23% del Nord-Est, per un divario di 1,32 punti percentuali. In altre parole, un’impresa sarda che chiede un piccolo prestito di liquidità paga, in proporzione, più di qualsiasi altra impresa italiana.
Tipologia di credito
Investimenti, tasso medio: Italia 3,96%, Nord Est 3,76%, Nord Ovest 3,97%, Centro 3,81%, Sud e Isole 4,54%, Divario 0,78 p.
Investimenti fino a 50.000 €: Italia 6,08%, Nord Est 5,87%, Nord Ovest 5,92%, Centro 6,28%, Sud e Isole 6,30%, Divario 0,43 p.
Liquidità, tasso medio: Italia 4,95%, Nord Est 4,56%, Nord Ovest 4,82%, Centro 5,17%, Sud e Isole 5,83%, Divario 1,27 p.
Liquidità fino a 50.000 €: Italia 8,73%, Nord Est 8,23%, Nord Ovest 8,71%, Centro 8,58%, Sud e Isole 9,55%, Divario 1,32 p.
Fonte: elaborazioni CNA su dati Banca d’Italia, valori al 31 dicembre 2025.
3. Un miglioramento reale, ma ancora insufficiente
Rispetto ai picchi del 2023 si registra una riduzione del costo del denaro, ma i livelli restano lontani da quelli precedenti alla stretta monetaria. Per gli investimenti il tasso medio nazionale è sceso dal 5,71% del 2023 al 3,96% del 2025, ma resta più che doppio rispetto all’1,61% del 2021. Per la liquidità il tasso medio è passato dal 6,60% del 2023 al 4,95%, ma per le operazioni fino a 50mila euro resta fermo all’8,73%, un livello che in Sardegna, come nel resto dell’area Sud e Isole, sale ulteriormente.
Per le imprese sarde questo significa che la discesa dei tassi, seppur reale, si ferma prima di produrre un beneficio pieno sul piccolo credito, cioè proprio sulla fascia di finanziamento più utilizzata da artigiani e micro imprese per la gestione ordinaria dell’attività.
4. La posizione di CNA Sardegna
«Anche in Sardegna il credito si conferma un fattore di selezione più che una leva di crescita: alle nostre imprese, soprattutto le più piccole, il denaro costa sistematicamente di più che nel resto del Paese. Un finanziamento fino a 50mila euro serve spesso a comprare un macchinario, digitalizzare un processo o superare una fase di tensione di cassa: se questo tipo di credito resta il più caro in assoluto, il rischio è che gli investimenti vengano rimandati proprio dove servirebbero di più – spiegano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente Presidente e Segretario Regionale di CNA Sardegna -. Il divario Sud/Nord-Est di oltre un punto percentuale sulla liquidità non è un dettaglio tecnico, ma un ostacolo concreto alla competitività delle imprese sarde. Per questo chiediamo garanzie pubbliche più efficaci, un pieno rilancio del ruolo dei Confidi e procedure di valutazione del merito creditizio più attente alla storia e alla qualità dell’impresa, non solo al suo fatturato.»
5. Le richieste di CNA Sardegna
Per CNA Sardegna è necessario rafforzare gli strumenti in grado di migliorare l’accesso al credito delle piccole imprese isolane, agendo su più fronti:
• Garanzie pubbliche più efficaci e maggiormente calibrate sulle esigenze del piccolo credito;
• Piena valorizzazione del ruolo dei Confidi come interlocutori tra banche e piccole imprese;
• Criteri di valutazione del merito creditizio più attenti alla storia e alla qualità dell’impresa, non solo agli indicatori patrimoniali;
• Procedure più semplici e tempi di istruttoria più rapidi, in particolare per gli importi contenuti.
Senza un canale del credito più equilibrato tra territori e dimensioni d’impresa, la riduzione dei tassi registrata a livello nazionale rischia di fermarsi prima di arrivare fino in fondo all’economia reale dell’Isola.









