«La Corte costituzionale ha annullato i decreti del ministero dell’Ambiente su alcuni grandi impianti agrivoltaici nelle province di Oristano e Sassari. Quei decreti erano stati adottati ignorando la nostra legge regionale sulle aree idonee e non idonee. Il principio che la Consulta afferma è netto: finché una legge regionale è in vigore, lo Stato deve applicarla. Non può aggirarla.»
La presidente della Regione, Alessandra Todde commenta così la decisione della Consulta, sottolineando il valore politico e istituzionale del pronunciamento, che riconosce la necessità di rispettare la normativa regionale vigente e il ruolo della Sardegna nel governo della transizione energetica.
«La transizione energetica va fatta insieme ai territori e alle comunità. Con regole chiare, rispetto del suolo e del paesaggio, tutela delle aree agricole. Deve ridurre le bollette, creare sviluppo, portare vantaggi reali a famiglie e imprese. Noi siamo per le rinnovabili e per l’energia pulita. Lo abbiamo dimostrato investendo sull’autoconsumo, sull’efficientamento energetico e sulle comunità energetiche. Ma soprattutto siamo contro la speculazione, contro chi vuole sfruttare il territorio senza creare vantaggi reali per i sardi», ribadisce la presidente Alessandra Todde.
La presidente della Regione conclude affermando che «la Sardegna farà la sua parte. Con equilibrio e responsabilità e non accetterà alcuna imposizione».
«I decreti annullati – spiega – avevano ignorato la nostra legge regionale n. 20/2024, volta a pianificare l’inserimento degli impianti rinnovabili nel nostro territorio. Con questa sentenza non solo sono confermate ulteriormente l’efficacia e la vigenza della L.R. 20, per quanto modificata dalle sentenze della Corte Costituzionale, ma viene ripristinato il corretto ordine delle competenze: lo Stato non può agire in via amministrativa ignorando la normativa vigente della Regione.»
«Questa pronuncia – sottolinea l’assessore dell’Urbanistica – non va letta come un freno allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma come la conferma che tale sviluppo deve avvenire all’interno di una cornice di legalità e di rispetto per le prerogative di pianificazione del territorio della Sardegna.»
«Il nostro obiettivo resta una transizione energetica ordinata, condivisa e conforme alle regole che la nostra Isola, legittimamente, ha deciso di darsi per proteggere il proprio paesaggio e le attività che esso ospita, come ad esempio l’agricoltura», conclude l’assessore Francesco Spanedda.










