Le pagine dei social, e non solo, sono piene di lamentele dei continui blackout elettrici in questo periodo caratterizzato da alte temperature. Per questo Anci Sardegna si è attivata e ha inviato una una lettera a E-Distribuzione, Terna e Arera. La richiesta è quella dell’attivazione di un tavolo istituzionale e la predisposizione di un piano straordinario di potenziamento della rete elettrica regionale.
Nella lettera, ANCI Sardegna evidenzia come l’eccezionale ondata di calore che sta interessando l’Isola abbia messo sotto forte pressione il sistema elettrico regionale, provocando interruzioni della fornitura che in diversi casi si sono protratte per molte ore, con pesanti ripercussioni sulla vita delle comunità, sulle attività economiche, sui servizi pubblici e sulle fasce più fragili della popolazione. Allo stesso tempo, l’associazione sottolinea la necessità di affrontare il tema in una prospettiva strutturale, alla luce di eventi climatici estremi destinati a diventare sempre più frequenti.
«I cambiamenti climatici stanno modificando profondamente gli scenari nei quali operano le nostre infrastrutture – dichiara la presidente di Anci Sardegna, Daniela Falconi -. Eventi che fino a pochi anni fa potevano essere considerati eccezionali rischiano oggi di diventare sempre più frequenti. Per questo è necessario interrogarsi sulla capacità della rete elettrica di garantire continuità del servizio anche in condizioni estreme. Non possiamo limitarci a gestire le emergenze: servono investimenti strutturali e una pianificazione capace di rendere le reti resilienti rispetto ai nuovi scenari climatici. L’energia elettrica è oggi un’infrastruttura essenziale quanto l’acqua o le telecomunicazioni e la sua continuità rappresenta un diritto per cittadini, imprese e servizi pubblici.»
Per ANCI Sardegna il tema non riguarda soltanto i disservizi registrati in questi giorni, ma la necessità di adeguare una delle principali infrastrutture strategiche della Sardegna ai cambiamenti climatici, attraverso una programmazione di lungo periodo e investimenti mirati.
«I sindaci – aggiunge il presidente del Consiglio regionale di Anci Sardegna, Francesco Spiga – sono il primo presidio delle comunità locali e, ogni volta che si verifica un blackout, sono chiamati a dare risposte ai cittadini, ad affrontare le criticità dei servizi essenziali e a gestire situazioni che spesso coinvolgono le fasce più fragili della popolazione. È quindi fondamentale costruire un rapporto stabile di confronto tra gestori della rete, Regione e sistema delle autonomie locali. La proposta di un tavolo istituzionale nasce proprio dall’esigenza di programmare insieme gli interventi e prevenire, per quanto possibile, il ripetersi di queste situazioni.»
«I Comuni stanno già facendo la loro parte – conclude Anci Sardegna – investendo nella prevenzione degli incendi, nella protezione civile e nell’adattamento dei territori agli effetti dei cambiamenti climatici. È indispensabile che anche le infrastrutture strategiche del Paese vengano adeguate ai nuovi scenari, attraverso una programmazione lungimirante e investimenti coerenti con le sfide che ci attendono. Le ondate di calore non possono più essere considerate eventi eccezionali. Ogni estate non può trasformarsi in una nuova emergenza elettrica.»
Antonio Caria











