Si è conclusa, ad Alghero, al tre giorni dedicata al progetto “Una Rondine vola in Sardegna”, realizzato con il patrocinio del comune di Alghero, con il finanziamento della Fondazione di Sardegna, in collaborazione con la rete della comunità educante, la rete delle scuole del territorio e la Fondazione Alghero.
«Costruire relazioni – ha sottolineato il sindaco, Raimondo Cacciotto -, significa imparare a guardare l’altro per il bene che può portare alla comunità. Anche i conflitti, nella società e nella politica, possono diventare occasioni di confronto serio e utile, se vissuti con responsabilità. Per questo è fondamentale dare ai giovani spazi reali di partecipazione e coinvolgerli nei percorsi che riguardano il futuro della città.»
«Il contributo della Fondazione di Sardegna – ha ricordato Rossella Porcheddu, responsabile area Progettazione, Sviluppo e Innovazione della Fondazione di Sardegna – ha assunto così un significato preciso: rendere possibile un investimento sul futuro del territorio attraverso l’educazione. Non un intervento episodico, ma un’azione che ha puntato a rafforzare la coesione sociale, a valorizzare il capitale umano delle nuove generazioni e a promuovere forme di partecipazione attiva dentro la cornice degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030. In Rondine riconosciamo un’esperienza di eccellenza, capace di coniugare formazione, dialogo, gestione del conflitto e cura dell’altro.»
Il programma si è articolato in tre giornate. Il 15 aprile, in mattinata, si è svolta la formazione degli studenti del Liceo Scientifico “E. Fermi”; nel pomeriggio ha preso forma il lavoro con la comunità educante. Il 16 aprile, sempre in mattinata, il percorso è proseguito con gli studenti dell’Istituto Superiore “Angelo Roth”.
Antonio Caria