L’Università degli Studi di Cagliari, attraverso il dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura (DICAAR), sarà tra i protagonisti del progetto europeo “NBS360: A Transformative Innovation Ecosystem for Resilient Water Management through Scalable Nature-Based Solutions in the Mediterranean”, iniziativa internazionale dedicata allo sviluppo di soluzioni innovative per una gestione più resiliente delle risorse idriche nel Mediterraneo.
Il DICAAR coordinerà il Demo Site 3, corrispondente al bacino del Rio San Gerolamo a Capoterra, dove le attività di ricerca saranno dedicate all’implementazione e alla valutazione di Nature-based Solutions (NbS) per mitigare gli effetti delle piene improvvise (flash flood). Negli ultimi trent’anni, infatti, quest’area è stata interessata da numerosi eventi alluvionali estremi che hanno provocato allagamenti, fenomeni erosivi e ingenti danni alle infrastrutture e alle aree residenziali, rendendola un caso di studio particolarmente significativo.
Il progetto è stato ufficialmente avviato con il kick-off meeting, svoltosi nei giorni scorsi a Salonicco, in Grecia, che ha riunito i 13 partner del consorzio provenienti da otto Paesi dell’area mediterranea ed europea: Grecia, Germania, Spagna, Italia, Turchia, Bulgaria, Marocco e Tunisia. Finanziato nell’ambito del programma PRIMA (Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area), il progetto NBS360 avrà una durata di 36 mesi e un budget complessivo di 2,93 milioni di euro.
L’obiettivo del progetto è sviluppare un ecosistema di innovazione capace di integrare tecnologie digitali avanzate, processi partecipativi e strumenti finanziari innovativi per progettare, sperimentare e diffondere Nature-based Solutions, soluzioni ispirate alla natura in grado di affrontare le principali sfide legate alla gestione delle risorse idriche e agli effetti dei cambiamenti climatici.
La sperimentazione coinvolgerà sette siti dimostrativi distribuiti in sei Paesi del Mediterraneo – Grecia, Bulgaria, Spagna, Italia, Marocco e Tunisia – rappresentativi di differenti contesti territoriali e criticità idrologiche, dai bacini transfrontalieri alle pianure irrigue, fino alle aree periurbane e ai bacini artificiali.
Oltre agli aspetti scientifici, il progetto promuove un modello di collaborazione tra università, enti di ricerca, autorità locali, imprese, comunità e società civile, con l’obiettivo di costruire una governance partecipativa capace di rafforzare la resilienza dei territori mediterranei di fronte ai cambiamenti climatici.
Nel corso dell’incontro inaugurale, Alberto Carletti docente di Geologia Applicata e principal investigator del progetto ha dichiarato: «NBS360 è molto più di un progetto di ricerca. È un catalizzatore di un cambiamento sistemico. Combinando l’intelligenza ecologica delle Nature-based Solutions con strumenti digitali all’avanguardia e una governance realmente partecipativa, intendiamo dimostrare che le NbS possono diventare la risposta strutturale alle crisi idriche del Mediterraneo. Salonicco è il luogo da cui questo percorso ha inizio, insieme».




