Dopo l’apertura dedicata alle launeddas, il “Tradizione e Modernità Festival 2026” torna domenica 11 ottobre nella Piazza del Lazzaretto di Cagliari con il secondo dei tre appuntamenti dedicati alla musica e alla cultura della Sardegna. A partire dalle ore 11.00, il festival accenderà i riflettori sul cantu a tenore, una delle espressioni più profonde e riconoscibili della tradizione musicale dell’isola.
Protagonisti della mattinata saranno i Tenores di Neoneli, storico gruppo che proprio quest’anno celebra un traguardo particolarmente significativo: 50 anni di attività. Un anniversario che diventa occasione per ripercorrere una lunga storia fatta di ricerca, divulgazione e valorizzazione del patrimonio musicale sardo, attraverso una forma di canto che continua a tramandarsi e a rinnovarsi nel tempo.
Mezzo secolo di successi e una lunga carriera sui palcoscenici di tutto il mondo. Tonino Cau, fondatore dei Tenores di Neoneli, racconta il segreto della longevità artistica di uno dei gruppi più rappresentativi della tradizione musicale sarda: «Studiare e sperimentare in tutti questi anni è stato fondamentale, essere fedeli alla tradizione arcaica non significa chiudere le porte alle collaborazioni con i musicisti che vengono da fuori. Abbiamo lavorato con tanti artisti sardi, ma anche con musicisti che provenivano dall’estero: domenica proporremo, in collaborazione con Orlando Mascia, uno spettacolo che riassume il mezzo secolo di attività, un’antologia in cui il pubblico potrà riscoprire il nostro lungo percorso artistico».










