L’assessore della Programmazione e Bilancio, Giuseppe Meloni, ha presentato oggi al Partenariato istituzionale ed economico-sociale gli indirizzi della nuova Programmazione territoriale, illustrando i risultati raggiunti sinora, lo stato di attuazione degli interventi e le nuove linee di azione previste nei territori.
«La nuova fase della Programmazione Territoriale si fonda su un duplice obiettivo: da una parte supportare i territori nel completamento degli interventi ancora in corso, superando ritardi e criticità; dall’altra valorizzare quanto è stato realizzato in questi anni, creando connessioni, servizi e nuove opportunità di sviluppo. Le infrastrutture, i servizi e le progettualità finanziate in questi anni sono un patrimonio importante per la Sardegna: ora stiamo lavorando affinché questi investimenti possano esprimere pienamente il loro potenziale, contribuendo a rendere i territori più attrattivi, competitivi e capaci di rispondere ai bisogni delle comunità. È un percorso che costruiremo insieme agli enti locali e alle forze economiche e sociali, valorizzando le esperienze maturate e rendendo i territori sempre più protagonisti nelle decisioni che riguardano il loro sviluppo», ha dichiarato l’assessore Giuseppe Meloni.
La Programmazione Territoriale ha sinora coinvolto 26 progetti di sviluppo territoriale, 37 Unioni di Comuni e Comunità Montane e 293 Comuni, mobilitando circa 400 milioni di euro e finanziando 790 interventi. A questi si aggiungono le quattro Strategie per le Aree Interne (SNAI), che interessano 45 Comuni e hanno attivato ulteriori 55 milioni di euro di investimenti.
L’analisi dello stato di attuazione evidenzia un quadro complessivamente positivo: circa il 58 per cento degli interventi risulta concluso o in fase di conclusione, mentre un ulteriore 22 per cento si trova nelle fasi di affidamento o di esecuzione.
La Regione ha inoltre guidato il percorso di attuazione attraverso una significativa attività di ottimizzazione della programmazione che ha portato alla rimodulazione di numerosi interventi e alla sottoscrizione di atti aggiuntivi finalizzati ad aggiornare e rafforzare gli accordi territoriali, prevedendo ulteriori risorse regionali, nazionali e comunitarie, per un totale di 220 milioni di euro.
La nuova strategia si articola lungo tre direttrici principali.
La prima riguarda la ridefinizione progettuale degli interventi della Programmazione Territoriale e della Strategia Nazionale per le Aree Interne. L’obiettivo è affrontare in modo mirato le criticità attuative, supportare i territori nella risoluzione delle problematiche che rallentano la realizzazione delle opere e concentrare le risorse sulle progettualità effettivamente realizzabili. Il percorso prevede strumenti differenziati in base al livello di criticità rilevato, con la possibilità di ridefinire cronoprogrammi, rimodulare interventi o riprogrammare risorse oggi bloccate.
La seconda direttrice introduce una nuova stagione di progetti tematici a scala sovralocale e regionale, pensati per dare valore gli investimenti già realizzati e aumentarne l’impatto. Le nuove linee di intervento riguarderanno il rafforzamento dei servizi essenziali ai cittadini, l’interconnessione sostenibile e la ciclabilità, la gestione innovativa delle strutture culturali, sportive, ambientali e sociali, il sostegno alla progettazione degli enti locali attraverso un fondo dedicato e azioni finalizzate ad accrescere l’attrattività dei territori.
L’obiettivo è favorire una maggiore integrazione tra gli interventi realizzati nei diversi territori, superando logiche frammentate e costruendo reti capaci di generare ricadute economiche, sociali e occupazionali più ampie e durature.
Un capitolo specifico sarà dedicato al Sulcis Iglesiente che entrerà per la prima volta nel percorso della Programmazione Territoriale attraverso un approccio partecipativo e in complementarità con gli strumenti e le risorse già disponibili per l’area.
La nuova fase sarà accompagnata anche da un aggiornamento della governance territoriale, coerente con il nuovo assetto istituzionale regionale. Le Unioni di Comuni continueranno a svolgere un ruolo centrale nel coordinamento operativo mentre Province e Città metropolitane saranno chiamate a rafforzare il livello di coordinamento strategico, con l’obiettivo di migliorare l’integrazione delle politiche territoriali e la capacità di programmazione.
Dopo il confronto con il partenariato istituzionale ed economico-sociale, il percorso proseguirà nelle prossime settimane con la presentazione della strategia ai territori, l’approvazione degli indirizzi operativi e l’avvio delle prime azioni previste dalla nuova Programmazione Territoriale.










