L’approvazione da parte della Giunta regionale del Piano regionale dei servizi alla persona 2026-2028 rappresenta un passaggio importante per il futuro del sistema socio-assistenziale della Sardegna e apre una fase nuova che dovrà tradursi in interventi concreti a favore delle persone, delle famiglie e delle comunità.
La CISL Sardegna esprime un apprezzamento responsabile per l’avvio di questa nuova stagione programmatoria, sottolineando tuttavia la necessità che il percorso di attuazione sia accompagnato da un confronto strutturato e permanente con le parti sociali e gli enti locali.
«L’approvazione del Piano – afferma il segretario generale della CISL Sardegna, Pierluigi Ledda – può rappresentare un’opportunità importante per rilanciare una visione condivisa delle politiche sociali e costruire un sistema dei servizi più vicino ai bisogni delle persone. Perché questo obiettivo possa essere raggiunto, è però indispensabile recuperare lo spirito del confronto che, vent’anni fa, accompagnò la definizione e l’attuazione dell’ultimo vero Piano regionale dei servizi, garantendo partecipazione, ascolto e corresponsabilità.»
Per la CISL Sarda, il nuovo Piano dovrà rispondere alle profonde trasformazioni demografiche e sociali che interessano l’Isola, con particolare attenzione all’invecchiamento della popolazione, alla non autosufficienza, alle fragilità sociali e alle crescenti disuguaglianze territoriali.
«La Sardegna – sottolinea Pierluigi Ledda – ha bisogno di un sistema di servizi alla persona che non lasci indietro nessuno, che garantisca livelli essenziali delle prestazioni sociali realmente esigibili e che assicuri pari opportunità di accesso ai servizi in tutti i territori, non soltanto nei centri più grandi.»
Secondo la CISL Sardegna, la sfida non è solo programmare, ma implementare: trasformare gli indirizzi in servizi diffusi, qualificati, stabili; rafforzare la rete degli interventi domiciliari; sostenere le famiglie che assistono persone non autosufficienti; valorizzare il ruolo del Terzo settore; investire sulle competenze degli operatori; assicurare continuità e integrazione tra sociale e sanitario; ridurre le disparità territoriali che ancora oggi penalizzano troppe comunità.
«Serve un impegno comune – aggiunge Pierluigi Ledda – che metta al centro la persona e la dignità dei suoi diritti. La CISL è pronta a offrire il proprio contributo con spirito costruttivo, mettendo a disposizione competenze, esperienza territoriale e capacità di lettura dei bisogni reali delle comunità.»
Per questo il sindacato chiede alla Regione di attivare fin da subito un tavolo stabile di confronto che coinvolga istituzioni, enti locali e rappresentanze sociali, con l’obiettivo di accompagnare l’attuazione del Piano, monitorarne gli effetti, individuare eventuali criticità e valorizzare le buone pratiche presenti nei territori.
«Il nuovo Piano regionale dei servizi alla persona – conclude Pier Luigi Ledda – può diventare il punto di partenza di una stagione di crescita sociale per la Sardegna. Perché ciò accada, è necessario che istituzioni e parti sociali lavorino insieme, condividendo responsabilità, obiettivi e strumenti per costruire un welfare moderno, inclusivo e realmente vicino ai cittadini.»










