Una sala molto partecipata e un confronto che ha messo attorno allo stesso tavolo competenze ed esperienze diverse. È il risultato del convegno “Adolescenti fragili: la solitudine delle famiglie”, promosso dall’Associazione Epoché e ospitato il 23 settembre dalla Fondazione di Sardegna a Cagliari.
Ad aprire i lavori è stata la relazione introduttiva di Caterina Deidda, Presidente dell’Associazione Epoché, che ha richiamato i profondi cambiamenti che attraversano il mondo degli adolescenti e delle loro famiglie e la necessità che anche i servizi sappiano cambiare insieme ai bisogni. «Non possiamo continuare a dare risposte vecchie a bisogni nuovi»: da qui il richiamo ad arrivare prima, prima che una fragilità diventi sofferenza profonda e prima che l’emergenza resti l’unico spazio possibile di intervento. Una responsabilità che riguarda servizi, scuola, istituzioni e l’intera comunità, perché l’educazione deve tornare a essere una responsabilità collettiva.
Un momento particolarmente intenso è stato la presentazione di “Restare” di Martina Marras, curata da Michela Calledda. La testimonianza di Martina è arrivata con grande forza, anche grazie alla competenza e alla sensibilità con cui Calledda ne ha accompagnato la presentazione.
Significativa la presenza delle istituzioni. Sono intervenuti per i saluti Micaela Morelli, vicepresidente della Fondazione di Sardegna; Giuseppe Meloni, vicepresidente della Regione Sardegna e assessore della Programmazione e del Bilancio; Giulia Andreozzi, assessora alla Pubblica Istruzione del comune di Cagliari; Rosanna Mura, Difensora civica regionale. Interventi puntuali e pienamente dentro i temi della giornata, segno dell’attenzione istituzionale verso il disagio giovanile e la condizione delle famiglie.
Il confronto ha coinvolto Alessandro Coni, Direttore sanitario della ASL 8 e direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Cagliari; Silvio Maggetti, neuropsichiatra infantile; Lorena Cordeddu, dirigente dei Servizi sociali del Comune di Quartu; Roberto Scema, dirigente dell’Istituto Comprensivo di Villamar; Alessandro Montisci, psichiatra ASARP; Carla Fundoni, presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali del Consiglio regionale della Sardegna; Daniela Falconi, presidente di ANCI Sardegna.
Dai diversi punti di osservazione è emersa una questione comune: la rete non può dipendere soltanto dalla sensibilità e dalla buona volontà dei singoli operatori. Deve diventare sistema, attraverso una programmazione capace di mettere in comunicazione servizi e professionalità e di accompagnare ragazzi e famiglie prima che le situazioni raggiungano livelli di forte criticità.
«Non possiamo chiedere alle famiglie di trovare da sole la strada tra servizi, competenze e istituzioni proprio quando sono più fragili – sottolinea Caterina Deidda -. Occorre investire nella prevenzione e costruire una rete che non esista soltanto sulla carta o grazie alla disponibilità del singolo professionista. Il disagio degli adolescenti non è una questione privata delle loro famiglie: riguarda tutta la comunità».
Le conclusioni sono state affidate alla Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza della Sardegna, Anna Cau, che ha raccolto i principali temi emersi e richiamato la necessità di dare continuità al confronto.
La grande partecipazione in sala e attraverso la diretta streaming conferma quanto il tema sia sentito e quanto siano necessari spazi pubblici nei quali famiglie, professionisti e istituzioni possano incontrarsi.
Per Epoché il convegno non rappresenta un punto di arrivo, ma un percorso da proseguire: riportare l’educazione a essere una responsabilità collettiva, rafforzare la prevenzione e costruire risposte capaci di non lasciare soli né i ragazzi né le loro famiglie.










