Potranno essere protetti e al sicuro per sempre i dati dei pazienti delle psicologhe e psicologi della Sardegna grazie a nuove opportunità di “conservazione” e tutela digitale.
«Nel lavoro dello psicologo, la protezione dei dati dei pazienti è un dovere etico e giuridico fondamentale – ha dichiarato Tullio Garau, presidente dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Sardegna – tuttavia, con l’aumento della digitalizzazione, molte delle informazioni sensibili con cui lavoriamo, note cliniche, comunicazioni via email, documenti archiviati in cloud, sono conservate in formato elettronico, spesso su account personali o professionali. Ma cosa succede se, per qualsiasi motivo, lo psicologo non è più in grado di accedere ai propri dispositivi o ai propri archivi digitali?»
Per questo l’Ordine ha provveduto ad attivare una convenzione quadriennale con una società specializzata, la società Zephorum Srl, con sede a Cagliari, una società innovativa italiana che sviluppa soluzioni tecnologiche nel campo della tutela dell’eredità digitale con aziende, privati e pubbliche amministrazioni, e che ha creato Coffer, un servizio dedicato proprio alla pianificazione e gestione dell’eredità digitale, sia personale che professionale. Questa convenzione, la prima in Italia, è una iniziativa concreta,che consente di offrire agli iscritti all’Ordine uno strumento sicuro e legalmente valido per pianificare la gestione della propria eredità digitale professionale, nel rispetto del Codice deontologico e del Regolamento europeo sulla Protezione dei dati, GDPR, in vigore dal 2018. Dall’altro, questo strumento consente di dare ai professionisti la possibilità di decidere in anticipo come e da chi dovranno essere gestiti i propri archivi digitali, evitando situazioni di incertezza o violazione della privacy. Coffer, quindi, è un servizio convenzionato che consente a ciascun professionista di indicare online in modo chiaro e sicuro quali account digitali, email, cloud, archivi, ecc… fanno parte della propria attività professionale; designare uno o più eredi digitali o referenti,che possono essere familiari, colleghi o l’Ordine regionale; stabilire cosa deve accadere ai propri dati in caso di decesso o impedimento; aggiornare le proprie scelte ogni anno, in piena autonomia.
«Pianificare la propria eredità digitale non significa solo proteggere i dati – ha sottolineato Tullio Garau – ma anche rispettare la fiducia dei pazienti, tutelare la propria reputazione professionale ed eventuali onerosi passaggi di consegne a colleghi e familiari Si tratta, in definitiva, di un atto di responsabilità professionale che risolve totalmente il problema dell’eredità digitale sia personale che professionale e rafforza il valore etico della professione psicologica.»
A Zephorum si sono già rivolte personalità come Michela Murgia, che ha affidato a questa società il proprio immenso patrimonio digitale. Va sottolineato anche che Zephorum non accede né conserva i dati degli utenti, ma agisce come intermediario tecnico: in caso di necessità, inoltra ai fornitori di servizi digitali (per esempio Google, Microsoft, Unobravo, Serenis, Sygmund, Dropbox, ecc.) la richiesta di recupero dei dati, e consegna al destinatario designato il materiale ricevuto, tramite un link privato e protetto.










