Saranno gli allievi i protagonisti dell’ultimo appuntamento di Arenas – Mediterranean Jazz Lab, il progetto internazionale di formazione musicale diretto dal chitarrista Bebo Ferra, che domani, sabato 24 ottobre, alle 21.00, concluderà la sua prima edizione al The Old Tipsy, in via Gabriele D’Annunzio 14, a Quartu Sant’Elena.
Il concerto finale rappresenterà il momento di restituzione pubblica del lavoro sviluppato durante cinque giornate dedicate all’incontro fra jazz, improvvisazione e culture musicali del Mediterraneo. Un percorso che, dal 20 ottobre, ha riunito musicisti di differenti esperienze e provenienze intorno allo studio dello strumento, alla pratica collettiva e al confronto con sei docenti di livello internazionale.
Non soltanto un saggio conclusivo, dunque, ma un’occasione per ascoltare il risultato di un’esperienza formativa nella quale la musica d’insieme ha avuto un ruolo centrale. Sul palco del The Old Tipsy, gli allievi porteranno il lavoro costruito attraverso le lezioni, le prove e l’interazione con i docenti, dando forma a un concerto che costituisce parte integrante del progetto artistico di Arenas.
Cinque giornate di formazione e ricerca musicale
La prima edizione del laboratorio ha coinvolto Roberto Taufic alla chitarra, Salvatore Maiore al contrabbasso e al violoncello, Daniela Spalletta alla voce, Fabrizio Cassol al sassofono, Diogo Q. Alexandre alla batteria e Noé Clerc alla fisarmonica.
Sei personalità artistiche con percorsi differenti, accomunate dall’interesse per l’improvvisazione e per il dialogo fra tradizioni musicali. Dalla musica brasiliana e dal jazz contemporaneo alle ricerche sulle culture africane e mediterranee, il corpo docente ha portato a Quartu un insieme di esperienze che riflette la prospettiva culturale del laboratorio.
Le attività didattiche, ospitate all’Oratorio Ferrini di via Eligio Porcu 110, sono state articolate in lezioni strumentali e classi di musica d’insieme. Queste ultime sono state affidate a tre coppie di docenti: Daniela Spalletta e Roberto Taufic, Diogo Q. Alexandre e Salvatore Maiore, Noé Clerc e Fabrizio Cassol.
L’organizzazione del percorso ha consentito di affiancare all’approfondimento tecnico e interpretativo un lavoro collettivo fondato sull’ascolto reciproco, sulla relazione fra strumenti e sull’improvvisazione. È proprio questa dimensione condivisa a trovare nel concerto di sabato il suo naturale punto d’arrivo.










