Dal 21 al 27 giugno 2026 si sono svolti ad Arnhem, nei Paesi Bassi, i Giochi europei per trapiantati (European Transplant Games – ETG) cui hanno partecipato anche 5 atleti sardi: Stefano Caredda, Giovanni Fadda, Paolo Perra, Enrico Pitzalis e Fabrizio Soddu.
La manifestazione ha richiamato oltre un migliaio di atleti provenienti da 24 paesi europei.
Purtroppo, quest’anno è stata segnata dall’ondata di caldo estremo che ha costretto gli organizzatori ad annullare le gare previste nelle ore più calde per adempiere a rigide disposizioni nazionali.
L’impatto negativo, tuttavia, si è limitato all’ambito della mera competizione sportiva: invariata è rimasta la portata sensibilizzatrice della manifestazione. Chi vi partecipa lo fa certamente anche con la speranza di conquistare qualche medaglia, ma il desiderio principale è un altro: dimostrare con la propria presenza che il trapianto può davvero consentire di iniziare una nuova e piena vita.
Tutti gli atleti, inoltre, scelgono di mettersi in gioco per rendere grazie alle loro donatrici e ai loro donatori, senza scordare la gratitudine verso gli operatori sanitari che hanno reso possibili le loro rinascite.
L’impegno degli atleti sardi, nell’allenarsi e nel disputare le gare, ha comunque avuto la meglio sugli imprevisti legati al caldo e ha trovato gratificazione in alcune medaglie. Enrico Pitzalis, trapiantato di rene, ha proseguito la sua scia di successi, conquistando ben due argenti nel tennis singolo e doppio (disputato con l’emiliano Luca Colli, anche lui trapiantato di rene). Giovanni (noto Gianni) Fadda è stato trapiantato di fegato a Padova (mentre i suoi 4 colleghi sono stati tutti operati a Cagliari) e agli ETG è stato particolarmente penalizzato dalle modifiche al programma, in quanto diverse gare di atletica leggera su pista sono state annullate. Nonostante ciò, anche stavolta Giovanni Fadda ha ottenuto una medaglia: l’argento nei 5 km di atletica. Paolo Perra e Fabrizio Soddu, trapiantati di fegato, hanno, invece, ottenuto un bronzo nella gara in doppio di petanque. Fabrizio Soddu ha anche disputato la corsa su strada (road race) da 5 km, segnando un ottimo tempo. Per il ciclista Stefano Caredda – trapiantato di fegato dal dott. Fausto Zamboni, come pure Paolo Perra e Fabrizio Soddu – “solo” un quinto posto nella gara in linea da 30 km: trattandosi di un veterano di queste competizioni, non si può nascondere che ai suoi tifosi, più che a lui, è rimasto un po’ di amaro in bocca.
Anche se la validità delle carte d’identità cartacee è stata prorogata, gli atleti sardi colgono l’occasione per invitare chi comunque dovrà rinnovarla o dovrà chiederla per la prima volta a far registrare all’Anagrafe la propria volontà riguardo alla donazione degli organi post-mortem. Si augurano che le loro storie di rinascita siano un motivo in più che spinga a esprimersi con un “Sì”.
I cinque atleti sono dirigenti dell’associazione di volontariato Prometeo AITF ODV, che da anni sostiene la partecipazione di suoi soci alle competizioni sportive internazionali. È questo uno dei modi con cui sensibilizza sulla donazione e il trapianto di organi, promuovendo al contempo la pratica sportiva come terapia post-trapianto. Tra le altre sue finalità statutarie ci sono anche il supporto a trapiantati, trapiantandi e familiari e il rafforzamento del coordinamento tra istituzioni, strutture sanitarie e medici specialisti operanti sul territorio.
L’associazione, iscritta al Registro unico del Terzo settore (RUNTS) e dotata di personalità giuridica di diritto privato, porta avanti queste attività grazie a contributi pubblici, al 5×1000 (il suo codice fiscale è 92122720920) e a donazioni di privati.










