Un inedito ritratto dello storico segretario del Partito Comunista con “Enrico (poi Berlinguer)”, uno spettacolo ideato, diretto e interpretato da Ignazio Chessa, con scene e costumi di Marco Velli e consulenza musicale di Claudio Gabriel Sanna, video “Non B’at Nemos” di Bruno D’Elia, direzione tecnica di Serena Vargiu, produzione La Luna del Pomeriggio ETS in cartellone sabato 15 novembre alle 20.30 al TsE di Is Mirrionis, in via Quintino Sella, a Cagliari, nell’ambito del progetto pluriennale Teatro Senza Quartiere / per un quartiere senza teatro (2017-2026), con il patrocinio ed il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e il patrocinio del comune di Cagliari, e con il contributo della Fondazione di Sardegna.
Figura di spicco della politica italiana, artefice con Aldo Moro del cosiddetto “compromesso storico”, leader dotato di straordinario carisma, capace di conquistare le folle, Enrico Berlinguer, rappresenta il simbolo di una visione idealistica e altamente morale e di uno strenuo impegno in favore del bene comune. “Enrico (poi Berlinguer)” è un viaggio emozionale attraverso i momenti più significativi della vita pubblica e privata del leader della sinistra, «dalla rivolta del pane a Sassari, sua città natale, al primo incontro con Togliatti, dalle feste dell’Unità nei più sperduti paesini di campagna al distacco dal P.C.U.S., dalla citazione delle frasi più significative dei suoi discorsi ai funerali a Roma, con un’immensa folla a rendergli omaggio».
“Enrico (poi Berlinguer)” mette al centro la figura dell’uomo politico ma anche la vita privata di Enrico Berlinguer – «in un’epoca in cui la politica è ormai diventata spettacolo, i nostri parlamentari e ministri comunicano il loro pensiero o litigano tra loro sui social network, le trasmissioni televisive di informazione sono quotidianamente invase da politici impegnati tra battibecchi e insulti, in una perenne ed estenuante campagna elettorale – come si legge nella presentazione -. Forse oggi più che mai è importante riparlare, a quarant’anni dalla sua scomparsa, di «un uomo politico sardo, italiano e comunista, che tanto vuoto ha lasciato in tutta la sinistra italiana, ma che fu anche esempio e simbolo di integrità per i suoi avversari politici. Enrico Berlinguer, che per primo portò all’attenzione il problema della “questione morale” in politica, guidò il PCI dal 1972 al 1984, portandolo ad un livello di consensi mai più raggiunto, che ebbe il coraggio di entrare in contrasto con il PCUS, definendo l’Unione Sovietica una potenza imperialista al pari degli Stati Uniti, che “morì sul campo” nel 1984, in seguito ad un malore durante il suo ultimo comizio a Padova. Ai funerali di Enrico Berlinguer, celebrati a Roma il 13 giugno 1984 alla presenza del presidente Sandro Pertini, partecipò una folla oceanica, circa un milione di persone, tra le quali anche molti dei suoi avversari, a dimostrazione del riconoscimento del suo rigore morale da parte dei politici e dell’affetto e ammirazione che la gente comune sentiva verso di lui».
Come sottolinea l’autore e interprete, l’attore e regista Ignazio Chessa: «Lo spettacolo è utile, perché è pieno di speranza e fiducia. L’idea che mi ha mosso è stata quella di fare uno spettacolo utile, con la speranza profetica che la politica possa di nuovo annoverare fra le sue fila dei politici della levatura di Enrico Berlinguer. Il mio desiderio è che svanisca questa epoca, nella quale ormai il successo personale di molti politici è anteposto ai contenuti ed ai programmi di interesse nazionale: politici egocentrici, presenzialisti, divi televisivi, capaci di creare coalizioni o disfarle in funzione degli interessi del momento, capaci di copiare frammenti di idee e sbandierare programmi populisti di impossibile realizzazione, per poi rinnegare tutto una volta eletti».




















