«Il temperamento ce l’avevo: nata in un paese dove la donna era considerata ancora con criteri orientali, e quindi segregata in casa con l’unica missione di lavorare e procreare, avevo tutti i segni della razza: piccola, scura, diffidente e sognante, come una beduina che pur dal limite della sua tenda intravede ai confini del deserto i miraggi d’oro d’un mondo fantastico …» (da “Il Paese del vento”).
Nata in una società maschilista e chiusa com’era quella barbaricina di Nuoro, Grazia Deledda ha saputo compiere il grande volo che l’ha portata al Nobel. Per raggiungere il suo obiettivo ha lottato con forza contro gli stereotipi che pesavano sulla sua persona, e strenuamente contro pregiudizi e imposizioni sociali, cui si oppose considerandoli ’invalidanti’’ per una donna.
Il Comitato Donne del Circolo non ha avuto dubbi a eleggerla grande rappresentante della parte femminile della Sardegna. Simbolo di emancipazione e libertà: una femminista ante litteram.
Con questi sentimenti Donatella Pirastru, coordinatrice “Donne” e Romina Erbì, segretaria e Social Media Manager, hanno promosso e organizzato il pomeriggio dedicato a Grazia al Circolo sardo di La Spezia.
Il compito di raccontare la vita e le opere di Grazia Deledda, per i 100 anni dal conseguimento del Nobel, è stato affidato alla professoressa e critica d’arte, Giovanna Ruiu, nipote dell’indimenticata vice presidente del circolo Nina Meloni, valente ceramista, le cui opere saranno esposte quale ulteriore omaggio all’universo femminile.
L’appuntamento è per sabato 23 maggio, alle ore 17.00 presso la sede sociale, via Pitelli, 37. Parco Sabrina Pagliari. Ingresso libero.
Il buffet di dolci tipici sardi concluderà l’incontro.
Giovanni Battista Bassu










